Scuola e Università

Gerusalemme raccontata da padre Ielpo: "Un'opportunità di apprendimento per i giovani"

Durante un incontro a Crema, padre Ielpo ha sottolineato l'importanza di comprendere a fondo la realtà palestinese, per formare giovani consapevoli e informati

Padre Ielpo al Multisala Portanova di Crema
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Un incontro che vuole far conoscere da vicino la realtà palestinese attraverso il racconto di chi si interfaccia in prima linea con la popolazione di Gerusalemme vivendo di persona la quotidianità di una terra complessa, divisa e polarizzata nelle idee. Al Multisala Portanova di Crema, l’Istituto Galileo Galilei ha ospitato padre Francesco Ielpo, stretto collaboratore del Patriarca di Gerusalemme per l’azione di soccorso e sostegno nella striscia di Gaza, che dopo l’introduzione del Cardinale Pizzaballa ha portato la sua esperienza in Palestina.

Davanti a centinaia di ragazzi, oltre alle istituzioni territoriali, come Fabio Bergamaschi, Nicchetti e Cardile per il Comune, Gianni Rossoni e il Vescovo Gianotti, padre Ielpo ha spiegato la difficile convivenza nelle varie etnie che popolano la città santa, di come spesso la guerra allarga le proprie radici oltre fronte, portando la diffidenza anche tra le persone. Lo scopo dell’incontro, infatti, è quello di ricordare che non bisogna dare importanza agli slogan, mai volti, perché dietro alle frasi ci sono delle persone.

“Gli studenti devono entrare a contatto con la realtà, e non solo quella locale – ha affermato la dirigente del Galilei Paola Orini – ma anche quella che assume un senso più generale. Quindi la presenza di padre Francesco Ielpo, custode di Terra Santa, e quindi testimone anche di una situazione in una terra martoriata, veramente difficile, toccante: può essere molto utile per gli studenti, perché capiscano anche il mondo che li circonda”.

“È importante che i giovani si possano informare, documentare, non accontentarsi di ciò che magari leggono sui social o un articolo di giornale – ha spiegato Padre Ielpo – ma il primo passo per conoscere e quindi amare una realtà è quello di documentarsi, informarsi, non rimanere soltanto alla superficie o non schierarsi senza conoscere. È importante e fondamentale per ogni giovane potersi creare il proprio giudizio a partire dalle fonti, dai documenti, dal proprio interesse”.

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