Rotary Visconteo: serata dedicata ai giovani "Protagonisti del futuro”
L'Hub della Conoscenza promuove un modello di sviluppo innovativo per i giovani, unendo istituzioni e imprese, per affrontare le sfide globali e locali
Giovani, futuro, innovazione, conoscenza, impresa, qualità della vita, sviluppo: si è parlato di questo nella serata del Rotary Club Pandino Visconteo, introdotta come sempre dal presidente Mauro Guarneri. “Hub della Conoscenza: iniziative per rafforzare competenze, innovazione e collaborazioni tra imprese, giovani e istituzioni”, il tema approfondito dai relatori, il prof. Giuliano Noci, Ordinario in Ingegneria Economico-Gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano, dove è titolare della cattedra di Strategia & Marketing. Prorettore del Polo territoriale cinese dal 2011, ed in passato anche Delegato del Rettore per la Federazione Russa e l’India.
Ora è direttore dell’Hub della Conoscenza, “progetto strategico nato per forgiare un laboratorio di innovazione diffusa nei territori della Bassa Bresciana, del Cremonese e del Mantovano”, si legge nell’intro del sito web dell’iniziativa. Con il prof. Noci, il rag. Fabio Tambani, responsabile Relazioni di Cassa Padana BCC, istituto di credito presente in Lombardia, Emilia Romagna e Veneto, con 61 filiali e circa 400 dipendenti, che collabora al progetto Hub della Conoscenza, assieme a Politecnico di Milano, Istituto di Istruzione Superiore “V. Capirola” di Leno (BS), Associazione dei Comuni Bresciani e alla Provincia di Brescia. Attualmente 67 gli eventi, 24 le scuole, più di cento i Comuni, e 16 i progetti, che ha in cantiere l’Hub della Conoscenza, tra quelli rivolti ai giovani, all’agroalimentare e alla Pubblica Amministrazione. “Si tratta di un’iniziativa rivoluzionaria sostenuta da una solida alleanza tra istituzioni chiave, garantendo autorevolezza e radicamento territoriale, perché dobbiamo cambiare marcia – dice con forza il Prorettore del Politecnico – bisogna prendere coscienza della nuova realtà, di come si muove l’Asia, del superamento di alcuni costrutti teorici che rappresentano un freno rispetto ai nuovi modelli di crescita”.
In un’epoca di profonde trasformazioni, dalla transizione digitale all’emergenza climatica, l’esperimento dell’Hub della Conoscenza nato qualche anno fa da un’idea di persone che hanno portato le loro esperienze internazionali in vari ambiti, in primis lo stesso prof. Noci, intende così mettere in rete diversi attori, promuovendo azioni virtuose in grado di attivare e sostenere modelli di sviluppo capaci di interpretare e sostenere la nuova realtà planetaria, dove i principi dell’economia sostenibile della conoscenza, intesa in senso ampio, devono mettere al centro competenze, relazioni e spirito innovativo.
“Stiamo provando un modello di pianificazione integrata con gli amministratori provinciali”, aggiunge il prof. Noci parlando della realtà dell’Hub della Conoscenza nel bresciano, provando a “scardinare gabbia mentali non più sostenibili, mettendo veramente al centro i giovani”. Altro elemento a dover essere scardinato secondo il prof. Noci, è quello rappresentato dai campanili: troppi gli 8mila comuni in Italia, molti dei quali abbondantemente sotto i 5mila abitanti (molti anche nel Cremasco ndr), per questo si rilancia l’idea della gestione associata dei servizi, peraltro già presente da molti anni nelle intenzioni dei diversi legislatori, ed anche nelle stesse norme relative agli enti locali.
Tra le linee guida proposte dall’Hub, la creazione di comunità di imprese e di reti di istituzioni, facendo convivere giovani e imprese. Con gli Enti locali, intensificare i meccanismi per implementare la gestione associata dei servizi e ragionare anche sul presente e sul futuro occupazionale dei richiedenti asilo. E poi, “non soldi a pioggia”, ma creare una “Zona di Innovazione e Sviluppo”, dedicata all’agroalimentare, quale progetto strategico per valorizzare uno dei comparti che caratterizza il territorio lombardo tra le province di Brescia, Cremona, Lodi, Mantova, superando il concetto stesso di Provincia e stimolando nuovi rapporti tra agricoltori e allevatori; ma su tutto conclude il prof. Noci, devono essere messi i giovani, verso i quali massima dovrà essere l’attenzione del mondo degli adulti, degli imprenditori, delle università, della classe politica e dirigente ad ogni livello: “I giovani devono essere protagonisti nel progettare il futuro”, ribadisce il prof. Noci anche nella seconda parte della serata, altrimenti il confronto e la competitività con il mondo e le nuove economie che avanzano, viene meno e il sistema non regge più.
E sullo sfondo, l’attenzione che oggi le giovani generazioni hanno per le possibilità di carriera e per uno stile di vita che richiede maggiore spazio per le relazioni rispetto al passato, e rispetto al quale il mondo degli adulti deve necessariamente prestare attenzione.