Fondazione Benefattori Cremaschi, nuovo statuto e più autonomia
La Fondazione diventa ente privato per accedere al Terzo settore: più autonomia, niente bilancio in Consiglio e CdA ampliabile fino a sette membri
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Un nuovo statuto per poter accedere agli enti del terzo settore. E’ la strada intrapresa dalla Fondazione Benefattori Cremaschi, che ha sottoposto al Consiglio comunale lo statuto rinnovato, solo come presa d’atto. Cambia infatti il rapporto con la politica: piena autonomia per la Fondazione, che diventa a tutti gli effetti ente privato. La Benefattori Cremaschi non è più tenuta a presentare il bilancio in Consiglio comunale, anche se la nomina dei componenti del Consiglio d’Amministrazione, così come del presidente, rimane sempre politica, a carico del sindaco di Crema.
“A livello di vantaggi, noi siamo a tutti gli effetti un ente privato, per cui agiamo come un ente privato, quindi con qualche velocità in più rispetto a un ente che può essere più legato a dei passaggi burocratici. Il vantaggio è questo, però rimaniamo un ente privato che fa servizio pubblico”, spiega il presidente di Fondazione Benefattori Cremaschi Gianni Risari.
Tra le principali novità la possibilità di ampliare l’organico del CdA, ovvero la base sociale di sostegno alla Fondazione. I componenti del Consiglio d’Amministrazione potrebbero passare da 5 a 7. “Questo è un ente dei cittadini cremaschi – prosegue Risari – che quindi devono avere la possibilità di partecipare e sostenere un valore della nostra città. Vorremmo poter ampliare anche il Consiglio d’Amministrazione: 5 saranno sempre nominati dal sindaco, compreso il presidente, poi due consiglieri potrebbero arrivare da un ipotetico club di donatori, sostenitori, amici di Fondazione Benefattori Cremaschi. Si vorrebbe formare questa base sociale di sostegno e di partecipazione attiva alla vita della nostra Fondazione”.