Statuto Padania Acque: il sindaco di Crema si astiene, la minoranza si rivolge al Prefetto
Una PEC al prefetto di Cremona denuncia la violazione da parte del sindaco Bergamaschi sulle decisioni del Consiglio comunale riguardo Padania Acque
I consiglieri comunali di minoranza di Crema – Giovanni De Grazia, Paolo Enrico Patrini, Emanuela Schiavini, Giuseppe Torrisi, Andrea Bergamaschini, Laura Maria Zanibelli, Ilaria Chiodo e Simone Beretta – hanno inviato una PEC al prefetto di Cremona Antonio Giannelli contestando il comportamento del sindaco Fabio Bergamaschi in merito alle modifiche dello statuto di Padania Acque.
Il 24 novembre 2025 il Consiglio comunale di Crema (delibera n. 59) aveva approvato le modifiche statutarie della società, in particolare sulle norme di nomina degli organi sociali e del comitato consultivo. Tuttavia, il 18 dicembre 2025, nell’assemblea straordinaria dei soci di Padania Acque, il sindaco si è astenuto, discostandosi dal mandato ricevuto dal Consiglio.
L’astensione è stata motivata con l’assenza di un limite ai mandati per i membri degli organi sociali, limite che – secondo i consiglieri – non è previsto da alcuna normativa vigente.
Nell’esposto si sostiene che il sindaco, in qualità di rappresentante del Comune socio, non avesse alcun potere discrezionale, ma fosse tenuto a eseguire la volontà del Consiglio comunale, organo competente in materia ai sensi del TUEL e della legge Madia. L’astensione costituirebbe quindi una violazione degli articoli 42 e 50 del TUEL, dell’articolo 7 e 9 del D.Lgs. 175/2016 e dell’articolo 2380 bis del Codice civile.
I firmatari chiedono al Prefetto di verificare la legittimità dell’operato del sindaco e, in caso di accertate violazioni, di adottare i provvedimenti previsti dall’ordinamento.