Politica

Crema, interrogazione sul post della consigliera Caso sul referendum

La Minoranza chiede al sindaco di Crema di prendere posizione su un contenuto social condiviso dalla consigliera Teresa Caso

Teresa Caso
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Un’interrogazione consiliare è stata presentata in Comune a Crema in merito a un contenuto social condiviso dalla consigliera di maggioranza Teresa Caso, relativo al referendum sulla separazione delle carriere previsto per il prossimo marzo. Il documento, indirizzato al sindaco Fabio Bergamaschi e al presidente del Consiglio comunale Attilio Galmozzi, chiede di inserire la questione all’ordine del giorno della prossima seduta consiliare.

Il contenuto dell’interrogazione
Nell’atto si fa riferimento a un messaggio condiviso sui canali social della consigliera contenente la frase: “Non è che tutti quelli che votano Sì sono mafiosi. È solo che tutti i mafiosi votano Sì”. Secondo i firmatari, il contenuto “associa e delegittima i cittadini che intendono votare Sì, insinuando un collegamento con la criminalità organizzata”.

Le richieste al sindaco
I consiglieri chiedono al primo cittadino se ritenga compatibile con il ruolo istituzionale la diffusione di contenuti di questo tipo e se intenda prendere pubblicamente le distanze dal messaggio, ribadendo che il Comune tutela e rispetta tutti i cittadini indipendentemente dalla scelta referendaria. Viene inoltre domandato se il sindaco condivida il contenuto del post e quali eventuali iniziative intenda adottare per richiamare i componenti della Maggioranza a un linguaggio ritenuto “istituzionalmente appropriato”, evitando – si legge nel documento – che il dibattito degeneri in “insulti e delegittimazione personale”.

L’interrogazione, datata 17 febbraio 2026, è presentata dal consigliere Andrea Bergamaschini di Lega Lombarda Salvini Crema e sottoscritta, per conto dei rispettivi gruppi, da esponenti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e da una rappresentante di lista civica. Nello specifico da Silvia Guatterini, Laura Zanibelli, Giovanni De Grazia, Giuseppe Torrisi, Paolo Patrini, Emanuela Schiavini, Ilaria Chiodo e Simone Beretta.

La replica di Caso
Non si è fatta attendere la risposta di Teresa Caso, che ha specificato sempre sui social: “Il mio post è in solidarietà al procuratore Gratteri che, nonostante abbia puntualizzato il suo pensiero, continua ad essere attaccato”.

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