Politica

"Violenza come strumento politico": la Lega Giovani chiede fermezza contro il caos

La Lega Giovani di Crema e Cremona accusa la violenza politica di minacciare legalità e ordine pubblico

Filippo Raglio e Andrea Bergamaschini Lega
Fill-1

“Le violenze dell’ultimo periodo non sono più una semplice forma di protesta, ma un vero e proprio terrorismo rosso, che agisce alla luce del sole e viene ormai apertamente rivendicato”.

Questo è il concetto espresso nel pensiero congiunto della Lega Giovani di Crema e di Cremona, con a capo Andrea Bergamaschini e Filippo Raglio, in merito agli episodi accaduti nelle scorse settimane: da Torino, ai sabotaggi alle linee ferroviarie, e i cortei “No Olimpiadi Milano–Cortina.

I leader territoriali del Carroccio, infatti, denunciano queste vicende che, secondo la loro impressione, sarebbe una strategia precisa per colpire lo Stato, creare caos e delegittimare le istituzioni democratiche.

“Questa violenza colpisce in modo trasversale. Lo abbiamo vissuto direttamente in due episodi – racconta la Lega – ai Navigli in via Gola e successivamente in Darsena, dove come Lega Giovani Lombardia siamo scesi in strada per chiedere una cosa semplice e di buonsenso: che le case vengano comprate e non occupate abusivamente. Per questa posizione legittima abbiamo ricevuto insulti, minacce e sputi, rendendo necessario l’intervento di un numero ingente di forze dell’ordine. È inaccettabile che chi difende la legalità debba essere scortato, mentre chi la viola si senta autorizzato ad agire impunemente”.

Secondo la Lega Giovani la direzione che bisogna seguire porta alla fermezza, chiarezza e zero ambiguità verso chi usa la violenza come strumento politico. “Anche per questo il referendum sulla giustizia di marzo – aggiungono gli esponenti territoriali del Carroccio – assume un valore decisivo, perché una giustizia lenta è il miglior alleato dell’illegalità. Lo Stato sta iniziando a rispondere: gli sgomberi dei centri sociali a Milano e alcune misure del pacchetto sicurezza dimostrano che, quando c’è volontà politica, legalità e ordine possono essere ristabiliti”.

Raglio e Bergamaschini, infine, sottolineano il lavoro del Ministro dell’Istruzione Valditara sul fronte scolastico, frutto di proposte concrete per mettere al centro la scuola, oltre ad offrire soluzioni serie sui temi lavoro e migrazione. “L’Italia – concludono i leader leghisti – non può essere ostaggio di minoranze violente e organizzate. La democrazia si difende anche chiamando le cose con il loro nome”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...