Violenza sessuale, i Centri antiviolenza di Cremona contro il nuovo Ddl
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I Centri antiviolenza della provincia di Cremona, tra cui quello di Crema, scendono in campo contro il nuovo testo sul reato di violenza sessuale approvato a fine gennaio in Commissione Giustizia al Senato. Secondo le operatrici, la riformulazione del Disegno di legge “peggiora la normativa attuale” e rischia di riportare il Paese “a un passato di cui nessuna ha nostalgia”.
Il Ddl, nato lo scorso novembre da un’iniziativa bipartisan – ricordata anche per la stretta di mano tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e la segretaria del Pd Elly Schlein – aveva l’obiettivo dichiarato di rafforzare la tutela contro la violenza sessuale. In particolare, puntava a esplicitare nel Codice penale il principio del consenso libero, esplicito e revocabile, già previsto dalla Convenzione di Istanbul e riconosciuto dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione.
Nell’ultima versione, redatta dalla senatrice Giulia Bongiorno, il riferimento al “consenso libero, consapevole, inequivocabile e revocabile” è stato sostituito dalla formula della “volontà contraria all’atto sessuale” e dal richiamo alla possibilità, o meno, di “esprimere il proprio dissenso”.
Un cambiamento che, secondo i Centri antiviolenza cremonesi, sposta di fatto l’attenzione dalla condotta dell’imputato alla reazione della vittima. “Aumentare le pene non serve se nelle aule dei tribunali le donne rischiano di diventare vittime una seconda volta”, spiegano, sottolineando come il nuovo impianto normativo potrebbe far ricadere sulla donna l’onere di dimostrare di aver espresso il proprio dissenso.
“In altre parole – evidenziano – si rischia di chiedere alla vittima di provare di aver fatto qualcosa per evitare lo stupro, invece di concentrare indagini e prove su ciò che ha fatto l’imputato”. Una prospettiva che, secondo le associazioni, riporta a una cultura che giustifica l’uomo come mosso da “pulsioni incontenibili” e attribuisce alla donna la responsabilità di non averle fermate.
Per questo motivo anche a Cremona è stata avviata una mobilitazione permanente, in adesione all’iniziativa promossa dalla rete nazionale D.i.Re – Donne in Rete contro la violenza e da numerose altre organizzazioni. Il 28 gennaio si è svolta un’assemblea pubblica sul tema.
Una nuova manifestazione è in programma il 15 febbraio: anche a Cremona, come in oltre 100 piazze italiane, donne e sostenitori scenderanno in piazza per esprimere la propria contrarietà al testo del Ddl così come modificato in Commissione.