Cronaca

"Siamo del ministero", ma l'altro è un agente: minacce e violenza dopo l'incidente

Violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, oltraggio e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità: ex detenuto a processo

Immagine di repertorio

Un ex detenuto residente a Crema si trova a processo a Cremona per i reati di violenza o minaccia a un pubblico ufficiale, oltraggio e rifiuto di fornire indicazioni sulla propria identità personale.

L’episodio risale alla sera del 25 novembre del 2021 in località Moscazzano. L’imputato viaggiava a bordo di un Suv guidato da un amico albanese quando la loro auto era stata tamponata da una vettura condotta da una donna. Nessuno era rimasto ferito, e la conducente, che si era assunta subito le proprie responsabilità, aveva chiamato il marito, sovrintendente capo della polizia.

L’uomo, che non era in servizio, l’aveva raggiunta sul luogo dell’incidente e accertato che nessuno era rimasto ferito aveva chiesto al conducente del Suv i dati per poter stilare la dichiarazione amichevole. Ma l’imputato aveva cominciato a pronunciare offese verso il sovrintendente, che non si era identificato, rifiutandosi di fornire i documenti e le proprie generalità. “L’auto è del ministero, è dei servizi interni”, aveva sostenuto il passeggero del Suv, e a quel punto il marito della conducente si era qualificato: “Io sono della polizia”.

L’uomo era stato investito di offese e di minacce. “Mi si era avvicinato come se volesse aggredirmi“, ha spiegato in aula il poliziotto. “Io non ho mai reagito, ma la situazione stava degenerando, e a quel punto ho ritenuto di chiamare il 112″.

Anche i carabinieri, al loro arrivo, avevano sentito l’italiano inveire contro il poliziotto.

Il prossimo 29 settembre l’imputato si difenderà.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...