Cronaca

Bergamaschi saluta Stanghellini: "Sei stato un dono prezioso"

Nel suo toccante discorso, il sindaco di Crema ha celebrato la vita di Renato Stanghellini, sottolineando il suo impegno per il bene comune e l'eredità morale lasciata alla comunità

Il sindaco Fabio Bergamaschi legge il suo discorso per Renato Stanghellini
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Il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, ha pronunciato un commovente discorso in memoria di Renato Stanghellini, il fondatore e presidente per 45 anni dei Pantelù, un’associazione benefica che ha profondamente influenzato la comunità cremasca.

“Renato carissimo, carissimo amico, carissimo figlio, fratello, amico e compagno di Crema, è arrivato il momento più triste. Per te, che sei stato pieno di gioia di vivere, di simpatia, energia e generosità, che ancora a lungo avresti voluto donare a Crema e ai suoi cittadini, ai nostri gemelli francesi di Melun e a tutte le comunità che hai raggiunto nei lunghi decenni di impegno civile, ovunque si palesasse un bisogno o anche solo un’opportunità per costruire ponti di relazione cordiale”.

Bergamaschi ha rievocato i momenti passati insieme: “Quegli attimi che, oggi, scorrono nella memoria come pagine di un libro bellissimo, appassionante e anche oltremodo divertente, che ciascuno di noi, di tanto in tanto, certamente andrà a risfogliare per ritrovare te e, insieme a te, quel pezzo di noi, certamente il migliore, che riuscivi a suscitare. Sapevamo che questo momento sarebbe arrivato. Tu stesso, Renato, lo avevi accolto con lo stesso slancio e la medesima determinazione con cui hai affrontato ogni sfida della tua vita. Dalle tue parole degli ultimi giorni traspariva serenità, quella forza tranquilla di chi sa di aver impiegato con profitto il proprio tempo su questa terra.”

Immancabile, poi la dedica sull’altruismo del fondatore dei Pantelù, che ha dedicato una vita per il servizio agli altri: “Il profitto non è mai l’accumularsi di ricchezze o onorificenze, ma il servizio agli altri, l’amore per il prossimo, i semi di Bene che si sono piantati in un mondo che ne dimostra quotidianamente uno smodato bisogno. Il fatto che tutti, a partire da te, fossimo preparati a questo momento, che si annunciava come imminente ed inevitabile, non toglie nulla all’enorme dolore per la tua perdita, non colma il senso di vuoto che oggi sentiamo così forte in questa piazza. La tua piazza, in cui sei stato protagonista in innumerevoli iniziative di solidarietà, in lunghi anni di impegno politico, così come in memorabili momenti di spensieratezza carnevalesca. Questa piazza oggi gremita di persone accorse per salutarti, colma di pensieri di gratitudine, amore e simpatia per te, che ci piace pensare possano raggiungerti nella tua nuova dimensione, provocandoti quel tuo sorriso aperto, benevolo, talvolta sottilmente ironico, che ci ha sempre scaldato il cuore. Piena di gente e ricca di emozione, ma che si avverte nettamente più vuota. Perché, come mi ha detto nelle scorse ore, commossa, una persona a te cara e che ha ben conosciuto il tuo modo di essere, di vivere – nonché di far vivere agli altri – le situazioni della vita e, in particolare, l’attività di volontariato: “si dice che tutti siamo sostituibili, ma non è vero. C’è chi è insostituibile”.  

“Ci lasci una grande eredità morale da preservare,” ha continuato il sindaco, “un patrimonio fatto di valori semplici e potenti: apertura, amicizia, empatia, spirito di servizio. E lo faremo, ne siamo certi.  Ma senza di te non sarà più la stessa cosa. Ci mancherà la voce squillante, tesa a dare la carica, la battuta sempre volta a stemperare”.

Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. Se devo pensare ad un’immagine della tua vita – ha proseguito Bergamaschi – anzi al denominatore comune di ogni immagine di te che ciascuno di noi serba nel cuore, penso a questa potente frase attribuita ad Italo Calvino. Penso alla tua capacità di trarre il meglio dal peggio, di liberarsi dai macigni morali con cui inevitabilmente la vita grava il nostro incedere, per ballare leggeri e gioiosi sul palco del nostro divenire, incrociando il proprio passo con quello degli altri, sempre accolti con un sorriso ospitale, che è un invito ad unirsi alle danze.
Insieme ai tuoi Pantelù, cui va il nostro sincero affetto, sei stato il cuore grande, genuino e generoso di Crema”.

“Ci piace pensarti ora nella pace del luogo che hai sempre sognato potesse diventare questo mondo. E per il quale hai lavorato indefessamente – ha concluso il sindaco – perché gli ideali possono nascere nella speculazione intellettuale, così come i valori germogliano nel discernimento morale, ma non possono limitarsi a vivere nell’apparenza delle retoriche di maniera e delle astratte predicazioni, nobilitandosi solo con l’impegno dell’operosità coerente. Ti pensiamo, oggi, in un mondo di anime libere ed eguali. Un mondo possibile, che hai reso più vicino. Ciao Renato. Sei stato un dono prezioso e ti vogliamo tanto, tantissimo bene.”

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