Cronaca

Renato Stanghellini: il ricordo commosso dei suoi "compagni"

Tante persone in questi giorni sono andate ad omaggiare lo storico fondatore dei Pantelù nella sua camera ardente. Il ricordo commosso dei suoi volontari, del presidente Bianchessi e di Franco Bordo

Marisa Fasella e Francesco Bianchessi
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Una città grata e commossa che non manca di esprimere il suo riconoscimento ad un uomo che ha lasciato un segno profondo nel cuore di tante persone. Il feretro di Renato Stanghellini, fondatore del gruppo Pantelù, morto all’età di 77 anni dopo una lunga malattia, è stato trasportato stamane dall’ Arci di San Bernardino, dove era stata allestita la camera ardente, alla Sala dei Ricevimenti del comune di Crema. Commovente l’affetto e il cordoglio profondo che la città sta manifestando.

Un fiume ininterrotto di gente è andata a fargli visita da sabato pomeriggio, quando è stata allestita la camera ardente nella sede dei Pantelù fino a stamane. Sul feretro i segni dei doni che amava fare a chi incontrava: i fiori, le rose, i cioccolatini, la maglietta del gruppo di volontariato da lui fondato. Oggi saluto estremo in Piazza Duomo alle 14.30 con un funerale laico.

“Anche ieri – spiega il presidente dell’associazione, Francesco Bianchessi – c’è stato proprio il boom. Non ho mai visto così tanta gente accanto a Renato. Tutte le persone che ha conosciuto durante questi 77 anni della sua vita, è qualcosa di meraviglioso. Probabilmente sono tutti attratti dalla sua umiltà, dalla sua semplicità, dal suo grande cuore verso il prossimo. È stata una cosa stupenda”.

“Resterà sempre con noi.- ha aggiunto Marisa Fasella, volontaria del gruppoContinueremo a portare avanti tutti i suoi progetti, le sue idee, le sue cose nel miglior modo possibile. Ciao Renato, ci mancherei tantissimo.

“Il suo impegno politico, il suo impegno sociale sono un tutt’uno – ha sottolineato l’assessore Franco Bordo – quello di guardare le persone più deboli, più fragili. L’ha fatto prima da militante di un partito, poi dentro in un’associazione di volontariato.  Ci chiamava tutti sempre ciao compagno, che fossi di sinistra, di centro, di destra, era il suo modo di presentarsi. Così lo ricordiamo ancora oggi: ciao compagno”.

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