Sicurezza urbana, Ilaria Chiodo:
"Serve un approccio multidisciplinare"
Ilaria Chiodo, consigliera comunale di minoranza a Crema, lancia un appello urgente sulla questione della sicurezza urbana, sottolineando che la vita nella città non è uguale per tutti. Fattori come genere, età, disabilità e classe sociale influenzano notevolmente l’esperienza quotidiana dei cittadini e la loro percezione della sicurezza.
Chiodo sostiene l’importanza di mettere i bambini al centro della progettazione degli spazi urbani, affermando che una città a misura di bambino è adatta a tutte le categorie di cittadini. La recente richiesta di maggiore sicurezza deve essere intersecata con il miglioramento della qualità della vita. Le soluzioni proposte dall’amministrazione devono basarsi su una rigorosa raccolta e analisi dei dati, coinvolgendo esperti di diverse discipline come urbanistica, sociologia e politiche sociali.
Secondo Chiodo, attualmente c’è una mancanza di soluzioni sociali per affrontare le problematiche di sicurezza urbana, che sono spesso una conseguenza del declino del welfare e del degrado urbano. I comportamenti incivili, come vandalismo e bullismo, generano insicurezza, specialmente tra le categorie più vulnerabili della popolazione: ” Ad oggi, quando si parla di interventi per la sicurezza urbana, si rivela una mancanza nella ricerca di soluzioni che tentino di dare una risposta sociale. Le proposte legate alla sicurezza urbana nascono e si sviluppano perché altri ambiti sono in difficoltà: il declino del welfare e il conseguente aumento di problematiche sociali, la crescente incapacità a gestire la manutenzione urbana e quella dei quartieri di natura popolare incrementano i problemi di disordine e degrado. La pianificazione urbanistica, afferma, non può risolvere da sola le cause della criminalità, ma può contribuire a ridurre i fattori di rischio sociale. È necessario evitare gli “spazi morti” e rendere gli spazi pubblici più sicuri e frequentati. La presenza di alberi e aree verdi è cruciale, poiché contribuisce a ridurre la criminalità”.
Chiodo evidenzia l’importanza del capitale sociale, cioè le relazioni tra i membri di una comunità, e l’importanza di progettare quartieri con funzioni diverse che favoriscano l’interazione sociale. Politiche temporali urbane e regolamentazioni per garantire mixitè funzionale e sociale sono essenziali per una vita di quartiere vibrante e sicura.
“La tolleranza verso le forme di degrado ambientale – spiega Chiodo – rende un’area urbana terreno di coltura di attività delinquenziali: allontanate o eliminate le prime, più difficilmente si realizzeranno le seconde, ma le azioni intraprese fino ad oggi non sono state sufficienti ad eliminare significativamente i fattori criminogeni, ma in alcuni casi le hanno semplicemente spostate verso aree meno controllate e protette (vedesi il caso della vendita e dell’utilizzo di bombole a protossido d’azoto che si è spostata dalle case popolari di Piazza di Rauso a quelle site nel quartiere di San Bernardino). La criminalità e il disordine urbano sono fenomeni che coinvolgono problemi complessi, affrontare seriamente i quali comporta l’adozione di politiche integrate e di lungo respiro, che non siano destinate a combattere esclusivamente gli effetti della criminalità, ma anche le cause profonde”.
La consigliera conclude sottolineando la necessità di una visione plurale e integrata della sicurezza urbana, che non si limiti a misure repressive, ma che includa interventi urbanistici e una modifica qualitativa degli spazi. È fondamentale un approccio multidisciplinare che coinvolga diverse competenze per affrontare in modo efficace la questione della sicurezza a Crema.