Regione Lombardia conferma
il sostegno al Progetto Autismo
Regione Lombardia ha confermato, negli indirizzi di programmazione per l’anno 2026, la volontà di proseguire nel solco dell’innovazione e del supporto alle persone con disturbi dello spettro autistico. Questo garantirà continuità alle azioni avviate e consoliderà il modello sperimentale “Autismo: dall’analisi territoriale al Progetto di Vita”.
La notizia era già stata anticipata dai dirigenti regionali Ivan Limosani e Laura Falcone, intervenuti al convegno sul tema organizzato lo scorso 22 dicembre in Sala Pietro da Cemmo a Crema, diretto dalla dottoressa Carolina Maffezzoni, Direttore Socio Sanitario di ASST Crema. Durante l’evento, la direttrice ha tracciato un bilancio della sperimentazione cremasca, che ha ottenuto risultati significativi e si è affermata come un modello nell’approccio ai disturbi dello spettro autistico, come dimostra la volontà regionale di rifinanziarla.
L’obiettivo, come sottolineato, è quello di creare un modello di presa in carico integrata e multidisciplinare, capace di unire sanità, sociale e comunità, e individuare un punto di riferimento territoriale stabile in cui far incontrare le équipe interistituzionali, come la Casa di Comunità. La sinergia tra istituzioni e terzo settore si è rivelata un approccio efficiente ed efficace, come confermato dalle famiglie, che hanno riconosciuto il valore umano e concreto del modello.
“La decisione di Regione Lombardia di inserire all’interno della programmazione 2026 il sostegno al progetto autismo cremasco dandone continuità – ha commentato con soddisfazione la dottoressa Maffezzoni – è un segnale tangibile della validità di quanto abbiamo sperimentato a Crema: non più solo erogazione di prestazioni isolate, ma la costruzione di un vero progetto di vita che mette al centro la persona e la sua famiglia. Il consolidamento dei Case Manager e l’integrazione tra sanità, sociale e comunità all’interno della Casa di Comunità hanno dimostrato di essere la strada corretta per offrire risposte vicine ai bisogni reali”.
“Sapere di poter contare su risorse stabili ci permette di guardare al futuro con l’obiettivo di rendere queste buone prassi un riferimento strutturale e replicabile, garantendo dignità e continuità nel percorso di crescita e inclusione dei soggetti più fragili” ha aggiunto.
La dottoressa Maffezzoni, che il prossimo 17 gennaio andrà in pensione, ha voluto infine condividere una riflessione personale: «Lascio Crema soddisfatta del lavoro che siamo riusciti a svolgere all’interno dei Servizi aziendali e in collaborazione con i tanti attori, pubblici e privati della rete territoriale. La conferma della possibilità di dare continuità a questo progetto, unico per la presa in carico integrata delle persone autistiche, rappresenta per me un ulteriore motivo di serenità».