Eventi

Inaugurato il Rifugio San Martino
all'Ex Misericordia in Via Patrini

Fabio Bergamaschi, Mons. Gianotti, Gianni Risari (Fbc) e Claudio Dagheti (Caritas)
Fill-1

Il Rifugio San Martino di Crema cambia ufficialmente edificio. Il luogo di accoglienza cremasco, infatti, lascerà la storica sede di Via Civerchi, per traslocare nell’immobile dell’ex Misericordia, di proprietà di FBC.

Un nuovo tassello delle politiche sociali del Comune di Crema prende forma con l’inaugurazione del nuovo dormitorio cittadino e con l’avvio di un più ampio progetto di Housing First, finanziato con fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, fondato sul principio della casa come diritto fondamentale.

Il progetto complessivo di Housing First dispone di 715.000 euro di fondi PNRR e consente la ristrutturazione di 9 appartamenti, destinati a una nuova modalità abitativa rivolta a persone in condizione di grave fragilità sociale. Un modello che mette al centro la stabilità dell’abitare come presupposto indispensabile per la ricostruzione di percorsi di autonomia e inclusione.

All’interno di questo quadro, circa 320.000 euro sono stati destinati alla realizzazione di 3 nuovi appartamenti all’interno dell’ex complesso della Misericordia, oggi sede anche del nuovo dormitorio. Un intervento reso possibile grazie all’alleanza tra il Comune di Crema, la Fondazione Benefattori Cremaschi, proprietaria dell’immobile, e la Caritas Diocesana di Crema, che ha in carico la gestione e l’accompagnamento sociale degli ospiti.

Accanto ai tre appartamenti ricavati nell’ex Misericordia, il progetto complessivo prevede anche:
• 4 appartamenti del patrimonio di edilizia residenziale pubblica del Comune di Crema;
• 2 appartamenti situati nel Comune di Spino d’Adda, sempre all’interno dell’ambito territoriale cremasco.

Un sistema diffuso di soluzioni abitative che consente di rispondere in modo flessibile e mirato ai diversi bisogni delle persone accolte.

Sul fronte delle risorse comunali, l’Amministrazione ha stanziato 320.000 euro per la ristrutturazione degli spazi, oltre a 186.000 euro destinati alla Caritas per le spese gestionali connesse alle attività di accoglienza. A questi si aggiungeranno 200.000 euro annui che l’Ambito sociale cremasco investirà nella coprogettazione, che coinvolge complessivamente 48 Comuni, con l’obiettivo di rafforzare e rendere più forte il welfare territoriale.

Nel corso dell’inaugurazione, il Sindaco di Crema Fabio Bergamaschi ha sottolineato il valore politico e sociale dell’intervento, richiamando il principio fondante delle misure PNRR dedicate all’abitare: “Housing First significa “la casa prima di tutto”. Questo luogo, la casa, che è la dimensione primaria della cura e della protezione per ogni persona e che quindi non può essere un privilegio, ma un diritto che deve essere accessibile a tutti. Soprattutto in una comunità che gode di un benessere diffuso, che sa crescere e produrre ricchezza, non possiamo dimenticare chi fa più fatica e i suoi bisogni”.

Il nuovo complesso di via Patrini non è solo un dormitorio, ma uno spazio articolato che comprende anche appartamenti per persone in fase di reinserimento sociale e un’area dedicata al dormitorio femminile, una novità significativa per la città, pensata per rispondere in modo più adeguato e rispettoso alle esigenze delle donne in condizione di grave marginalità.

Un progetto che unisce investimento pubblico, collaborazione tra istituzioni e terzo settore e una visione di lungo periodo, con l’obiettivo di offrire non solo un riparo, ma luoghi dignitosi in cui ricostruire percorsi di vita, rafforzando la coesione sociale e l’idea di una comunità che non lascia indietro nessuno.

All’inaugurazione del rifugio presenti circa centocinquanta persone, comprese le istituzioni cittadine e le associazioni che hanno contribuito alla causa. Tanta soddisfazione per il Direttore della Caritas Claudio Dagheti, che ha spiegato le principali ragioni del trasferimento dell’edificio.

“La prima è perché siamo in un luogo dalla forte vocazione sociale – spiega Dagheti – questo luogo, l’ex Misericordia, era l’orfanotrofio della città di Crema. Negli anni è stato utilizzato anche ad altri scopi, ma la sua vocazione sociale non viene meno. Il secondo motivo, che forse è anche il principale, è quello per dare maggiore dignità alle persone. Gli spazi sono un pochino più ampi, è una struttura moderna e nuova.

“La terza motivazione – conclude Dagheti – invece è più politico-istituzionale, perché è una sfida grande che abbiamo intrapreso tra tre istituzioni importanti, la Diocesi con la Caritas, il Comune e Fondazione Benefattori Cremaschi, che insieme hanno messo risorse, energie e anche pensiero progettuale  proprio per dedicare agli ultimi, per chi non vuole nessuno. Non è scontato: spesso le istituzioni fanno fatica magari a vedere gli ultimi degli ultimi come un’opportunità, invece secondo me è stato proprio un segno di civiltà quello che stiamo vivendo a Crema, con tre istituzioni di questo tipo che danno la possibilità di essere ospitati a chi una casa non ce l’ha”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...