Politica

Crema approva l’atto sul salario
minimo: “Dignità e tutela”

Il sindaco di Crema Fabio Bergamaschi
Fill-1

La Giunta comunale di Crema, guidata dal sindaco Fabio Bergamaschi, ha approvato un atto di indirizzo che assume un valore politico e sociale, sia pratico che simbolico, di grande rilievo: sostenere in modo esplicito e operativo l’introduzione del salario minimo e garantire, in tutte le procedure di gara e negli affidamenti pubblici condizioni retributive, che non scendano sotto la soglia dei 9 euro lordi l’ora. In particolare la delibera di Giunta Comunale prevede di “indicare il raggiungimento del minimo retributivo orario di 9 euro quale criterio premiale di valutazione delle offerte tecniche dei concorrenti, nel caso in cui nessun contratto collettivo nazionale applicabile preveda la retribuzione minima oraria di 9 euro”.

Una scelta che affonda le radici nei principi costituzionali e, allo stesso tempo, rivendica il ruolo attivo dei Comuni come presidi di tutela dei diritti e della dignità dei cittadini. Il documento deliberato dalla Giunta non si limita a recepire norme nazionali o europee: compie un passo ulteriore, affermando che la dignità del lavoro non può essere materia negoziabile. Il richiamo all’articolo 36 della Costituzione, che sancisce il diritto a una retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa per sé e la famiglia, diventa la lente attraverso cui leggere i fenomeni contemporanei del lavoro povero, della precarizzazione e della frammentazione contrattuale.

La Giunta mette in evidenza come l’assenza di un salario minimo legale e la proliferazione di contratti collettivi scarsamente rappresentativi abbiano prodotto trattamenti economici incompatibili con i valori fondativi della Repubblica. E sottolinea con forza la necessità di un intervento pubblico per proteggere i lavoratori più vulnerabili: coloro che vivono sulla propria pelle l’erosione salariale e la crescente distanza tra lavoro e dignità.

Crema sceglie dunque di esercitare la propria autonomia amministrativa per dare un segnale netto: i Comuni possono essere protagonisti di una nuova stagione di protezione sociale. L’atto di indirizzo è pertanto una presa di posizione, un’assunzione di responsabilità e, in un certo senso, un invito alla politica nazionale a compiere scelte coraggiose.

“Non possiamo accettare che esistano lavoratori poveri. “Lavoro” e “povertà” sono un ossimoro, due parole che sembrano non poter stare nemmeno nella stessa frase. Eppure sono dimensioni che invece stanno, contestualmente, nell’esistenza di tante persone che non riescono a vivere con la retribuzione del proprio lavoro. E’ una contraddizione inaccettabile con la nostra Costituzione, con l’idea stessa di Repubblica fondata sul Lavoro e, a monte, con il senso di giustizia. Il salario minimo è pertanto una necessità civile e a Crema abbiamo scelto di usare gli strumenti che abbiamo a disposizione per garantire che ogni euro speso dal Comune per l’affidamento di lavori e di servizi rispetti la dignità del lavoro e quindi delle persone e delle loro famiglie. In assenza di una legge nazionale, gli enti locali possono dimostrare che è possibile e necessario agire a tutela del lavoro e farlo in fretta”, spiega Bergamaschi.

Il sindaco ha poi aggiunto: “Questo atto è il frutto di una visione politica chiara: il lavoro non può essere terreno di competizione al ribasso. Ogni appalto pubblico, ogni servizio e anche ogni subappalto dovrà rispettare standard che siano coerenti con i valori costituzionali. È un impegno che assumiamo convintamente, per fare la nostra parte in un mondo in cui le disuguaglianze si spingono a livelli mai visti e in un Paese in cui i salari risultano essere sempre più inadeguati rispetto al costo della vita, anche per i beni di prima necessità. Crema è una città in cui si produce ricchezza e benessere e quella dimensione va promossa anche dalle istituzioni. E lo stiamo facendo. Ma al contempo bisogna sostenere chi fa più fatica. Soprattutto chi fa più fatica. In un tempo segnato da disuguaglianze crescenti, il Comune di Crema afferma con questo atto che anche la politica locale può e deve essere uno strumento di giustizia sociale. E che il lavoro, per essere davvero tale, deve essere strumento di dignità”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...