Giornata dei Caduti: l'intervento
del sindaco Bergamaschi
Il sindaco Fabio Bergamaschi ha reso onore, questa mattina 2 Novembre, ai Caduti di tutte le guerre nella solenne cerimonia che si è svolta al cimitero.
“Ci sono giornate – ha detto – in cui il tempo sembra fermarsi, e la voce della memoria si fa più nitida, più urgente. Oggi è una di quelle giornate. In un mondo che corre veloce, spesso distratto e impaziente, ci fermiamo per un atto di consapevolezza collettiva: ricordare. Ricordare chi ha sacrificato la propria vita in nome di ideali che restano il fondamento della nostra convivenza civile — la libertà, la dignità, la pace. Lo facciamo mossi da un sentimento che è insieme memoria e responsabilità, perché ricordare non è mai soltanto un atto di pietà, ma un gesto politico nel senso più alto e nobile del termine: un richiamo al dovere di custodire e rinnovare ogni giorno i valori per i quali tanti hanno sacrificato la vita.
“In questo tempo complesso e fragile, segnato da conflitti che non accennano a placarsi e da nuove tensioni globali che si intrecciano alle sfide ambientali, economiche e sociali, la pace non è più solo un tema da evocare nei giorni solenni: è una costruzione quotidiana che richiede coraggio, lucidità e visione. Oggi più che mai, il ripudio della guerra – inciso nella nostra Costituzione come principio fondativo della Repubblica – deve essere tradotto in scelte coerenti e in un impegno reale, che coinvolga le istituzioni, la politica e la cittadinanza.
“Viviamo un’epoca in cui la paura tende a dividere, a irrigidire le identità, a generare diffidenza e chiusura. Ma la lezione che ci consegnano i nostri Caduti ci dice esattamente l’opposto: che la libertà e la pace non nascono dall’isolamento, ma dalla solidarietà; non dalla contrapposizione, ma dal riconoscimento dell’altro. Ricordarli significa, allora, rifiutare le derive dell’indifferenza e del cinismo che rischiano di impoverire la nostra democrazia e di svuotarne il senso più profondo.
“Come amministratori pubblici, abbiamo il compito di tradurre la memoria in azione politica, in impegno concreto. Ogni scelta che compiamo – in tema di welfare, di scuola, di lavoro, di tutela del territorio – concorre a costruire o a minare la pace sociale. Ogni volta che un’ingiustizia rimane impunita, ogni volta che la povertà o la marginalità vengono ignorate, si crea una frattura che allontana i cittadini dal senso della comunità. La pace, infatti, non è solo l’assenza di guerra: è la presenza della giustizia, dell’equità, della cura reciproca.
Nel ricordo dei Caduti e dei Dispersi, vogliamo oggi rinnovare un patto di responsabilità collettiva: un patto che impegni ciascuno di noi, nelle istituzioni e nella società civile, a difendere i principi di libertà e democrazia che sono le radici del nostro vivere comune. È questa la forma più alta di omaggio che possiamo rendere a chi ci ha preceduti, a chi ha perso la vita perché noi potessimo vivere in un Paese libero, in una città che crede nella forza del dialogo e nella dignità di ogni persona”.