Cronaca

Flotilla: il racconto
di un'umanità che resiste

“La flotilla ci ha ridato un senso di comunità, di attivazione della popolazione civile, di speranza. Tutte le persone che sono scese in piazza non ci hanno mai abbandonato. Senza di loro non ce l’avremmo fatta. Questo è stato il messaggio più bello della flotilla”.

Così Benedetta Scuderi Europarlamentare AVS membro della Global Sumud Flotilla ospite a Crema insieme a Maso Notarianni, Presidenza Nazionale Arci e Paolo Romano, consigliere regionale del PD.
Sala Alessandrini stracolma ieri sera,  alle 21,  per l’incontro organizzato da Alleanza Verdi e Sinistra, Arci Porto Sicuro e Giovani Democratici “Flotilla l’umanità che resiste”.
Dopo l’introduzione e i saluti dei rappresentanti degli enti organizzatori, Paolo Losco per AVS, Alessio Maganuco per Arci Porto Sicuro e Matteo Cigognini per i Giovani Democratici la parola è passata al racconto e alle testimonianze dei tre membri della Flotilla.

Benedetta Scuderi, la prima a rientrare in Italia, a missione umanitaria in corso: “Siamo stati considerati e trattati da terroristi, catturati dai soldati di Israele quando ancora eravamo in acque internazionali. Attaccati con droni militari e abbordati dall’esercito israeliano con i mitra puntati addosso come fossimo criminali. Nonostante la violazione costante dei nostri diritti la maggior parte dei governi europei è stata silente. Solo le piazze,con le manifestazioni, ci hanno fatto sentire la loro vicinanza. Siamo sopravvissuti grazie alla mobilitazione delle piazze. Siete stati la nostra flotta da terra; fondamentali per il raggiungimento dei tanti obiettivi, per la nostra sicurezza e per la missione”.

“Non è stata una bella esperienza, non è stato facile – ha proseguito Maso Notarianni – Arrivati al porto siamo stati trattati molto male. Ci hanno portato via tutto, qualsiasi oggetto personale, con spregio e deridendoci. Volevano umiliarci privandoci di ogni diritto. Non avevamo un avvocato. Non potevamo bere. Buttati via anche i medicinali, come le medicine per il cuore. Nonostante tutto lo rifarei. Ho visto molto più bene che male e io sono stato felice di avere fatto la flotilla. Citando don Milani “Ho imparato che il problema degli altri è uguale al mio. Sortirne  da soli è egoismo sortirne insieme è politica”. Quello che spero è che questa attivazione  scattata si estenda ancora e prosegua”.

“Non sto a raccontarvi ancora tutti i maltrattamenti che ho subito in soli due giorni che, in tanti casi, equivalgono a delle vere e proprie torture – ha detto Paolo Romano, l‘ultimo ad intervenire -. Ho visto gente che, senz’ acqua, beveva dal water; alle donne venivano negati gli assorbenti.Umiliazioni continue. Eppure, nonostante questo, noi siamo stati privilegiati perchè avevamo gli occhi del mondo puntatati addosso. Godevamo della protezione internazionale mentre i palestinesi tutto questo non l’avevano e non immaginate quello che hanno subito e subiscono. Il popolo israeliano non ha spezzato la catena del dolore. Ha replicato quello che ha subito con la Shoah; come spesso accade a chi è vittima di violenza che replica ciò che ha subito.  Hanno usato la Shoah come strumento, come se ci fosse un diritto alla vendetta. Invece è importante perdonare non per giustificare ma per voltare pagina e spezzare la catena. La tregua attuale è fragile, il piano di pace di Trump è debole perché non ci sarà mai pace senza uno stato palestinese e senza un  processo per il genocidio. La pace vera si fonda sulla giustizia. Una pace giusta è l’unico modo per dare un futuro al popolo palestinese”.                                                                                                                                                                                          Sabrina Grilli

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