Politica

Una legge sui fontanili:
l’idea parte da Crema

Da sinistra: Comandulli, Carelli, Piloni, Mariani
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Nel corso di una partecipata iniziativa nello spazio dibattiti della Festa de l’Unità di Ombrianello, lanciata ieri sera dal consigliere regionale del PD Matteo Piloni, l’idea “un Parco di tutti i fontanili, da risorsa del territorio a realtà lombarda”, con l’ambizioso obiettivo di tradurla in proposta di legge regionale da portare al Pirellone. Con Piloni, ne hanno parlato Roberto Mariani, presidente della Provincia di Cremona e, per la parte prettamente tecnica, l’architetto paesaggista Alessandro Carelli che sta sviluppando un corposo studio che sarà la base su cui ragionare con tutti gli attori del territorio, e la collega Laura Comandulli, direttrice del Parco regionale del Serio. Un tema che ha appassionato i presenti e suscitato numerosi interventi da parte di amministratori locali (presente anche il presidente dell’Area Omogenea Cremasca, Gianni Rossoni ndr), rappresentanti delle associazioni di categoria e degli ordini professionali.

Ad introdurre la serata, colui che ne ha lanciato l’idea, e che dal suo osservatorio in consiglio regionale ha parlato della necessità di governare i cambiamenti in un mondo che cambia velocemente, e dove gli effetti che interessano logistica, data center, energie rinnovabili, dal fotovoltaico all’agrovoltaico, sono sempre più visibili.

Quanto ai fontanili, genericamente semplici prese d’acqua risalenti ai secoli undicesimo e dodicesimo, con lo scopo di irrigare i terreni circostanti, per Piloni rappresentano una straordinaria ricchezza: “Si tratta di una realtà preziosissima del territorio sulla quale non si è mai ragionato nella loro complessità a livello regionale. Quarant’anni fa i Parchi sono nati dal territorio e allora – si chiede il consigliere Piloni – perché da qui non partire, per una legge sui fontanili, che li metta al centro, affinché non vengano lasciati solo ai comuni, ai Parchi, ai Plis (Parco Locale di Interesse Sovracomunale), ma abbiano un riconoscimento a livello regionale. Qui abbiamo lanciato l’idea di un Parco regionale, che prova a mettere insieme i fontanili lombardi per tutelarli, valorizzarli, dare linee comuni”.

Una sfida e una suggestione, conclude Piloni nella sua introduzione, che guarda alla valorizzazione di questa specificità lombarda, andando oltre quanto timidamente fatto in passato, nel ricordo di un finanziamento di Fondazione Cariplo per uno studio del 2014 sull’argomento, per giungere ora ad una previsione normativa organica, concertata con tutti, e che possa costituire oltre ad una cornice normativa chiara ed un perimetro definito, anche e soprattutto un’adeguata dotazione finanziaria.

Fatta questa premessa, la parola è passata ai due architetti, con Alessandro Carelli che ha tracciato le caratteristiche dell’argomento oggetto della proposta e che costituisce lo studio sopra richiamato, che sta portando avanti con Valerio Ferrari, e che dovrebbe vedere la luce entro l’autunno, in maniera da avviare un processo di condivisione, integrazione, modifica con amministratori locali, associazioni, portatori di interesse, Consorzi irrigui e di bonifica, al termine del quale, poter giungere con un sostegno ampio e trasversale in consiglio regionale per i passaggi conseguenti.

“Molti fontanili sono compresi nei Parchi regionali e nei Plis (per questo territorio, si ricordano il Moso, Tormo, l’area di Capralba, il pianalto di Romanengo ndr), ma occorrerebbe ampliare il perimetro facendo rete con i comuni. Spesso però sono disegnati sulla carta – aggiunge l’architetto Alessandro Carelli – ma manca un piano di gestione. Da ultimo, bisogna considerare i fontanili che non ricadono in Plis esistenti”. Da parte sua, la direttrice del Parco del Serio, Laura Comandulli ha ricordato l’obiettivo di Regione Lombardia di aumentare al 30% le aree tutelabili entro il 2030, sottolineando al contempo il punto di vista fruitivo legato ai fontanili, per una loro fruizione da parte di cittadini e visitatori, che però non può essere incontrollata se si vuole salvaguardare esigenze ambientali, fauna, flora, biodiversità. Riparte da questi concetti anche il presidente della provincia Mariani, che ricorda l’importanza del coinvolgimento del mondo agricolo, oltre che degli amministratori locali, alla ricerca di quell’equilibrio necessario tra tutela, fruizione controllata e attività agricole e produttive, compatibili con le esigenze ambientali”.

Una serata dove nessuno ha voluto mettere bandierine di partito, e questo lo ha ribadito più volte lo stesso Piloni, ma nell’ambito della quale è stata lanciata l’idea, che partendo dallo studio che sta realizzando Carelli, possa giungere nel medio periodo dopo tutti gli aggiustamenti del caso, in consiglio regionale: al centro, l’attenzione verso quel capitale naturale ha chiosato l’architetta Comandulli, di cui spesso si parla poco, ma che costituisce una ricchezza da custodire gelosamente, se vogliamo fare del bene alle generazioni future.

Ilario Grazioso

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