Occupazione: +5mila posti di
lavoro nel primo trimestre 2025
Rapporto dell’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro. Più avviamenti che cessazioni. La principale causa di fine rapporto è la scadenza dei contratti a termine, che rappresenta il 53,7% del totale, in linea con la forte presenza di contratti a tempo determinato. Crescono anche le dimissioni volontarie.
Un quadro complesso, ma non privo di segnali positivi, quello del settore lavorativo della Provincia di Cremona. A confermarlo è il rapporto dell’Osservatorio della Provinciale del Mercato del Lavoro, elaborato su dati Cob, Unioncamere Lombardia, Excelsior, Inps e Registro Imprese (a cura di Irs, con la collaborazione di Provincia di Cremona e Camera di Commercio di Cremona-Mantova-Pavia).
“I dati del primo trimestre 2025 – sottolinea l’avvocato Giovanni Gagliardi, consigliere provinciale delegato al lavoro – evidenziano una sostanziale tenuta del mercato del lavoro provinciale, con un saldo occupazionale positivo e una dinamica favorevole nei settori manifatturiero e dei servizi. Sebbene il contesto generale resti complesso, è importante rilevare segnali di stabilità che, se confermati nei prossimi mesi, potranno rappresentare una base utile per la tenuta del sistema. La Provincia di Cremona, attraverso un collaudato, efficiente e sensibile Osservatorio del mercato del lavoro e una robusta rete dei Centri per l’Impiego, continuerà a monitorare attentamente l’evoluzione del sistema economico e a sostenere le politiche attive del lavoro in raccordo con tutti gli attori territoriali coinvolti”.
LA CONSISTENZA DELLE IMPRESE
Si evidenziano così differenti andamenti nei diversi settori della provincia di Cremona tra il primo trimestre del 2024 e quello del 2025. In particolare, il comparto agricolo registra una riduzione significativa delle imprese attive: il saldo è negativo per 59 unità, corrispondente a una variazione del -1,7%. Anche il settore industriale evidenzia una lieve diminuzione, pari a 4 imprese in meno (-0,1%), coerente con la fase di debolezza che continua a caratterizzare la manifattura locale.
Di segno opposto è invece la dinamica nel settore dei servizi, dove si rileva un incremento di 69 imprese attive, pari a una crescita dello 0,5% rispetto al medesimo periodo dell’anno precedente. Questo dato conferma una maggiore vitalità del comparto terziario nell’ambito del tessuto economico cremonese.
Considerando la dinamica congiunturale, ossia il confronto rispetto al quarto trimestre del 2024, emergono ulteriori elementi di interesse. In agricoltura il numero delle imprese attive diminuisce di 36 unità (-1,1%), mentre nel settore industriale si riduce di 9 unità (-0,1%). Il comparto dei servizi mostra invece un incremento di 13 unità (+0,1%): una ripresa, rispetto ai trimestri precedenti, della crescita del numero delle imprese attive in questo settore.
Inoltre, il saldo tra iscrizioni e cessazioni di imprese (al netto di quelle d’ufficio) si attesta a -77 unità. Un numero che, pur confermando la fase di contrazione, risulta meno severo rispetto a quanto registrato nei trimestri precedenti: -133 nello stesso periodo del 2024 e -96 nel quarto trimestre dello scorso anno. A bilanciare il saldo negativo è la crescita delle nuove aperture, che raggiungono quota 527, il numero più alto degli ultimi trimestri considerati. Un dato che testimonia la volontà imprenditoriale di ripartire, nonostante il contesto sfidante.
Sul fronte opposto, le cessazioni d’impresa nel periodo gennaio-marzo 2025 sono state 604, un dato in lieve calo rispetto al picco registrato un anno prima (609), ma ancora su livelli elevati. Il fenomeno appare legato, in parte, a una fisiologica “pulizia” del mercato, ma anche a fattori strutturali più profondi.
La principale causa di cessazione dei rapporti è la scadenza dei contratti a termine, che rappresenta il 53,7% del totale, in linea con la forte presenza di contratti a tempo determinato. Tuttavia, crescono le dimissioni volontarie: da gennaio a marzo, il 28,9% dei rapporti di lavoro si è concluso per scelta del lavoratore. Una percentuale superiore a quella registrata nell’ultimo trimestre del 2024 (20,7%), ma leggermente inferiore rispetto al primo trimestre dello stesso 2024 (29,8%).
Sul versante delle prospettive occupazionali, le previsioni del Sistema Informativo Excelsior prevedono un ingresso programmato nelle imprese cremonesi di 6mila lavoratori nel secondo trimestre del 2025, un calo del 9,7% rispetto ai primi tre mesi dell’anno. Il dato è inferiore anche a quello rilevato nello stesso periodo del 2024, quando le entrate previste superavano le 7mila unità.
A livello settoriale, il maggior numero di assunzioni programmate è nel settore manifatturiero (35%), pur in lieve calo rispetto al trimestre precedente (-2,2%). In crescita marginale il settore dei servizi, che rappresenta il 23,8% della domanda. Più significativi gli incrementi nei comparti come turismo, ristorazione, alloggi e costruzioni. Infine, quanto alla dimensione aziendale, oltre la metà delle assunzioni previste (53,2%) è concentrata nelle imprese di piccole dimensioni, anche se in lieve flessione. In controtendenza, crescono le opportunità nelle imprese di media e grande dimensione.
Lucia Mazzolari