Il sindaco Bergamaschi: "Il 2025
sarà un anno di svolta per Crema"
Nel giorno di Capodanno il sindaco di Crema, Fabio Bergamaschi, ai microfoni di CR1, intervistato dal direttore Simone Arrighi, guarda al 2025 come ad un “anno di svolta nel quale continuare il processo virtuoso tra istituzioni pubbliche e comunità”.
Sindaco, prima di mirare al futuro, un passo indietro: che 2024 è stato per la città di Crema?
“Un anno sicuramente importante, un anno che anche metaforicamente ha rappresentato un poco il giro di boa dell’amministrazione comunale. In questo senso a me piace guardare il quinquennio come una lunga maratona dove l’andamento della vita amministrativa si misura nel suo svolgimento quotidiano e nella programmazione. Il 2024 è stato un grande lavoro per l’avvio e lo sblocco di tanti cantieri, tante iniziative importanti. Progetti che andranno regime nel 2025. Abbiamo l’esempio dell’inaugurazione del sottopasso di Santa Maria che è un’opera attesa dalla città, da tutto il territorio da circa 50 anni e che finalmente ha avuto uno sbocco, un esito, dopo una lunga fatica da parte di tante amministrazioni. Solo per citare i grandi temi, ci sarà la Pierina, il dopolavoro dell’ex Olivetti che finalmente ritornerà nella fruibilità delle persone, della popolazione, con un nuovo parco pubblico di 100.000 metri quadri. Ogni tanto qualche taglio del nastro molto significativo c’è. Il 2025 segna appunto l’anno di svolta in questo senso perché arrivano a maturazione tante progettualità importanti”.
Ha parlato di 2025 come di un anno di svolta. In realtà un cambiamento c’è stato nel 2024, col rimpasto di giunta: ha portato al cambio di passo sperato?
“Mutuando il linguaggio sportivo, in una maratona si deve avere questa dinamica della progressione. Non si possono fare cinque anni di scatto, ovviamente bisogna maturare nel tempo il ritmo giusto e arrivare al traguardo che non è quello elettorale perché interessa fino a un certo punto. O meglio, nei cinque anni non si può pensare a quello come risultato, ma al traguardo degli obiettivi raggiunti per la città. In questo senso ho ritenuto di redistribuire alcune deleghe, formulare alcuni innesti e riordinare anche dei pesi, non tanto nella parte politica ma in quella tecnica. Abbiamo messo mano alla riorganizzazione della macchina amministrativa, con l’inserimento di un capo di gabinetto che funga da coordinamento dell’amministrazione, che interfaccia insieme al sindaco con l’ente, un’area tecnica unificata che aveva a che fare con una mole quotidiana di lavoro enorme, dal ritmo lento e riflessivo della pianificazione territoriale alla quotidianità della manutenzione. Tutto incardinato in un’unica struttura, in un’unica dirigenza. Siamo arrivati a sdoppiare quest’area e i risultati secondo me cominciano a vedersi con molta nitidezza”.
C’è stato anche un primo passo per offrire una vetrina al polo della cosmesi: Crema sarà davvero la città della bellezza?
“Sì, ci sono già i primi contatti per la seconda tappa dei Crema Beauty Days perché uno dei motti è proprio The Story Begins, cioè una storia nuova che inizia e ne siamo assolutamente certi. Rappresenta la filosofia con cui è nata questa iniziativa. Ogni manifestazione compone quella ricchezza di attrattività, di vivacità di cui Crema è caratterizzata, ma con la volontà di verticalizzare su un tema sfidante per poter far compiere un salto territoriale alla città e piazzarsi a livello nazionale nell’immaginario. Collegare Crema e bellezza è peculiare per il nostro territorio. Ci siamo legati alla Milano Beauty Week, che è stato un grandissimo successo. Le aspettative erano elevate, forse siamo andati anche oltre il previsto in termini di resa, di visitatori. Nel 2025 si farà sempre in collaborazione con Cosmetica Italia, il polo della Cosmesi, Camere di commercio, tutti i partner”.
Il dado è tratto, ma per dare continuità servirà guardare avanti, ben oltre il 2025. Sta già pensando ad un eventuale secondo mandato?
“Stiamo pensando a lavorare nel quotidiano. Penso che sia naturale per chi si approccia a un primo mandato immaginare che possa proseguire, ma non è davvero un pensiero del presente perché sarebbe un elemento di distrazione e anche molto condizionante a volte nella correttezza delle scelte. Se si amministra con l’idea di un secondo fine, del retropensiero, della ricandidatura e si vive la quotidianità con questo obiettivo poi si rischia di non compiere le scelte migliori per la città. L’importante è alzarsi la mattina, saper fare le scelte giuste. Solo allora un’eventuale ricandidatura ne sarebbe la conseguenza. Non bisogna rovesciare e ribaltare lo schema perché altrimenti a rimetterci sarebbe la città”.
Torniamo al presente allora: dei tanti progetti che metterete a terra nel 2025, quale secondo lei sta più a cuore a Crema?
“Il recupero dell’area della Pierina. Sarà strategico. Di fianco c’è tutto il tema dell’ex Olivetti, di cui appunto la Pireina era il dopolavoro quando l’azienda a Crema rappresentava una grande eccellenza industriale. Lì si sta sviluppando un polo dell’alta formazione professionalizzante. Il 2025 sarà anche l’anno in cui si comincerà a progettare la famosa tangenzialina di prolungamento della gronda nord, dopo un’operazione del primo biennio dell’amministrazione volta a intercettare questi fondi regionali. E poi c’è il grande tema degli Stalloni. Questo comparto di pregio storico, monumentale, architettonico, inestimabile oggi è un monolite nel cuore della città, intercluso perché un comparto chiuso. Sarà molto importante lavorare insieme alle realtà del territorio, immagino soprattutto alcuni enti del terzo settore particolarmente significativi in termini di capacità progettuale e anche capacità di investimento, per sviluppare un nuovo polo sociale nel cuore della città. Dipenderà tutto da una serie di fattori, dalla disponibilità di Regione Lombardia, dalla progettualità del comune titolare del bene. Stiamo cercando di creare le condizioni affinché questo progetto comune possa essere messo a terra senza che rimanga un sogno nel cassetto”.

Un sogno per un sindaco che dorme poco? Come va la vita da neo papà?
“Negli ultimi mesi il ritmo è cambiato con la nascita di una nuova vita, che è molto richiedente in termini di attenzione. Di sicuro è una cosa bellissima, che cambia anche le prospettive. Si scoprono lati di sé che non si conoscevano. Cambia anche in meglio la visione sulle cose del mondo”.
Ha parlato di visione, le chiedo dunque di guardare oltre l’oggi: per questo 2025 che cosa augura alla città di Crema?
“L’augurio è quello di continuare a confermarsi quel che si è, cioè una comunità coesa, capace di visione, di innovazione, capace di non dimenticarsi però del fatto che non tutte le persone hanno le stesse capacità di crescita e quindi di non lasciare indietro nessuno, non dimenticarsi che il benessere di tutti passa dal benessere di ciascuno. Non ci si può illudere che in una comunità ci sia chi corre lasciando indietro qualcuno, bisogna trovare l’equilibrio giusto. A Crema, nel cremasco, si è sempre riuscito negli ultimi decenni a fare in modo che ci sia la possibilità per chi ha voglia di intraprendere, di crescere, di correre, di farlo con il supporto dalle istituzioni pubbliche. A loro volta, il pubblico ha il compito di tenere agganciate tutte le componenti della comunità in questo processo virtuoso. Si sta facendo un grandissimo lavoro anche in ambito sociale con la riscrittura del piano di zona, la ristrutturazione dei servizi di tutto l’ambito. In questo senso il 2025 sarà un anno di conferma di questa visione”.