La voce di Mario Biondi
incanta il San Domenico
Un successo annunciato la data zero di “Crooning – Italian Theaters Tour 2024” di Mario Biondi che replica quanto già fatto vedere un anno fa, questa volta però con un nuovo allestimento,che tuttavia mantiene intatto il fascino dell’atmosfera jazz e blues, quasi un timbro di fabbrica per l’artista catanese. Se l’anno scorso il suo tour acustico partì dal san Domenico con un’orchestra di 19 musicisti, quest’anno la sua voce inconfondibile è accompagnata dai virtuosismi di un trio inedito, che ha saputo confezionare uno spettacolo che ha mandato in visibilio il teatro, gremito in ogni ordine di posto, anzi, l’organizzazione ha dovuto ricorrere anche a sedute aggiuntive.
Elisabetta Serio al pianoforte (già musicista della band che accompagnava Pino Daniele ha ricordato lo stesso artista catanese nel corso della serata ndr), Aldo Capasso al basso e al contrabbasso e l’energia di Francesca Remigi alla batteria, a completare il trio. Una scaletta rinnovata, con 23 brani appartenenti non solo al suo repertorio, ma anche brani di altri artisti, da Ornella Vanoni a Francesco De Gregori, riarrangiatiper l’occasione per omaggiare i colleghi.
Dopo l’avvio con brani meno movimentati il ritmo si alza e l’artista più volte manifesta complimenti ai suoi musicisti, presentandoli singolarmente nel corso della serata, con il pubblico che dimostra apprezzamento. Lo spettacolo è stato poi un crescendo, da Shine on, nel suo repertorio dal 2013 e scritta da Massimo Greco che ricorda sul palco, “e che non mi fa mai mancare il suo affetto”, a Love is a temple, applaudita dal pubblico già dalle prime note, qui il cantante risponde giocando con le parole e l’orgoglio cremasco, “Siete la crema del pubblico, il pubblico di Crema”.
Poi arriva La voglia e la pazzia di Ornella Vanoni, I can’t keep from crying, forte ed emozionale dice Biondi, Black shop, scritta con il pianista Paolo Di Sabatino, “che insegna in Conservatorio e fa tanto per i giovani, perché non è facile appassionare i bambini”, aggiunge il cantante. In scaletta anche Fool For Your Love, brano composto nel 2007, che torna dal cassetto dov’era finito e che Steven Sater, completa con le parole, l’avvio con il basso di Bom de doer,composta con il poeta brasiliano Nelson Motta e A childs runsfree, con il cantante che si alza in piedi per la prima volta, per applaudire l’assolo della batterista.
Tornano ancora i riferimenti a Crema presentando Rivederti, penultima a Sanremo nel 2018, poi la personale interpretazione di un classico di De Gregori, “La donna cannone” e di nuovo in piedi per i brani conclusivi, con il pubblico che canta insieme a lui. C’è spazio anche per il ricordo dei suoi trascorsi cremaschi in uno dei locali che hanno fatto la storia della movida cittadina, il “Paparazzi”, dove Mario Biondi si è esibito un po’ di volte e dove, a seguito dell’incontro con Benedetta Mazzini, racconta della telefonata di complimenti ricevuta da Mina.
Si chiude con la notissima la This is what youare e ancora applausi a scena aperta per l’artista e i suoi musicisti, ulteriore conferma dell’affetto del pubblico cremasco nei suoi confronti. Dopo la data zero di ieri, il tour dell’artista cataneseproseguirà a Brindisi giovedì, e si chiuderà il 15 dicembre a Genova: in mezzo, altre 11 date su e giù per i teatri italiani, da Roma a Milano, da Napoli a Monfalcone, date che si aggiungono al suo più ampio progetto “Crooning Undercover”, che ormai negli ultimi due anni conta più di 100 concerti in Italia e in una ventina di paesi esteri, conferma del fatto che Mario Biondi siauno degli artisti italiani più richiesti all’estero.
Ilario Grazioso