Cronaca

Crema, a rischio chiusura
l’Ufficio dei Giudici di Pace

Fill-1

Il servizio dell’Ufficio dei Giudici di Pace di Crema a rischio chiusura. Una valutazione in tal senso sarebbe in corso, ed è per questo motivo che il sindaco Fabio Bergamaschi e il presidente dell’Area Omogenea Cremasca Gianni Rossoni, manifestando “fortissima preoccupazione”, hanno scritto al presidente del Tribunale di Cremona Anna Di Martino chiedendo la sua disponibilità ad un incontro “al fine di comprendere lo stato dell’arte in ordine all’erogazione dei servizi giudiziari presso il Tribunale di Cremona e, in particolare, presso l’Ufficio del Giudice di Pace di Crema, nonché di conoscere gli effettivi scenari che si stanno delineando in confronto con il Ministero di Giustizia ai fini del superamento delle criticità in oggetto”.

La decisione di chiedere formalmente un incontro al presidente del Tribunale di Cremona arriva dopo colloqui intercorsi con alcuni professionisti del territorio e il presidente dell’Ordine degli avvocati di Cremona Alessio Romanelli, che hanno confermato i timori.

“Le gravi scoperture di organico nel settore della Giustizia a livello nazionale sono, purtroppo, note, con carenze organizzative che impattano fortemente sulla qualità del lavoro degli operatori e dei servizi erogati dagli Uffici Giudiziari” commenta il Sindaco Fabio Bergamaschi. “Conosciamo perfettamente anche le criticità che interessano, in particolare, il Tribunale di Cremona e gli Uffici da questo coordinati, compreso quello del Giudice di Pace di Crema, che non è nuovo rispetto a disservizi conseguenti alla carenza di personale, così come avviene anche per l’analogo Ufficio di Cremona. Ciò che, invece, mi ha raggiunto con sorpresa e preoccupazione è la notizia in merito alla valutazione che sarebbe in corso in ordine alla stessa chiusura dell’Ufficio del Giudice di Pace di Crema, volta a garantire un più regolare andamento dell’Ufficio centrale di Cremona. Una dinamica da “medicina di guerra”, che a fronte di una comune malattia tra due pazienti mirerebbe non alla predisposizione della miglior cura per entrambi, ma al sacrificio del più debole volto a tutelare solo chi avrebbe più chance di sopravvivenza. Voglio pensare che questo non sia lo scenario in cui viene a trovarsi il Paese, né quello effettivamente perseguito nel disegno delle politiche dell’amministrazione della Giustizia nel nostro territorio. Per questo, esprimendo la massima disponibilità ad agire in sostegno di ogni azione del Tribunale di Cremona volta al potenziamento dei servizi giudiziari – e non, al contrario, alla loro soppressione, dopo quella già avvenuta del Tribunale – attendiamo un positivo incontro con la Presidente Di Martino, volta a comprendere lo stato dell’arte e a fugare ogni timore in tal senso”.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...