Anpi Crema: il ricordo dei
partigiani fucilati nel ’44
Il ricordo dei quattro giovani partigiani uccisi 78 anni fa dalla milizia fascista nei pressi dello stadio Giuseppe Voltini ha caratterizzato la commemorazione che si è svolta questa mattina, con la deposizione della corona d’alloro, presso la lapide all’esterno dello stadio. Alla cerimonia hanno preso parte i sindaci di Crema, Castelleone e Castiglione d’Adda, rispettivamente Fabio Bergamaschi, Pietro Fiori, Costantino Pesadori e, in rappresentanza di Anpi, Paolo Balzari, che ha portato i saluti del presidente provinciale Giancarlo Corada. Folta la rappresentanza delle sedi Anpi del territorio cremasco e lodigiano, e significativa anche quella delle organizzazioni sindacali. Presenti i rappresentanti del Partito Democratico e del Partito della Rifondazione Comunista, oltre al consigliere regionale Matteo Piloni ed all’assessore Giorgio Cardile.
Nell’intervento introduttivo di Paolo Balzari i nomi dei quattro partigiani, fucilati dai fascisti quel 29 novembre del 1944: Antonio Pedrazzini, Gaetano Paganini, Luigi Bestazza da Castiglione d’Adda, ed il castelleonese Ernesto Monfredini, all’epoca ventiquattrenne. “Ci stringiamo con affetto ai loro famigliari che trasmettono con orgoglio e fierezza il loro sacrificio” ha aggiunto Balzari, rivolgendosi ai presenti ed in particolare al fratello di Ernesto Monfredini, Germano. Per il sindaco Fabio Bergamaschi, non bisogna limitarsi alla commemorazione, ma fare un passo avanti per “tradurre la storia di quel tempo, nel presente, per orientare al bene il nostro cammino”. Bergamaschi parlando della resistenza antifascista, ricorre ad libro di Ermanno Bolghieri, Ritorno a Montefiorino edito nel 2021 da Il Mulino, evidenziando come la lotta di resistenza, con luci e ombre è stata portatrice di una carica innovatrice per una società più libera e più giusta, aprendo la strada al confronto alla base dell’elaborazione della Costituzione.
Nelle parole del sindaco Pietro Fiori, riferimenti alla senatrice a vita Liliana Segre e alla celebre citazione di Pietro Calamandrei: “Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì, o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione”.
Per il sindaco di Castelleone, “Siamo qui, dopo 78 anni dall’eccidio del Voltini, perché la nostra Costituzione è nata anche qui, dal sangue innocente di quei giovani ed il nostro compito è quello di perpetuare la loro memoria, affinché – ha concluso Fiori – il loro sacrificio non sia stato vano, perché nostro dovere è combattere l’indifferenza”. Anche per il sindaco di Castiglione d’Adda, “occorre ricordare il passato, perché gli orrori della storia non si ripetano, anche se, l’invasione russa in Ucraina dallo scorso febbraio ha riportato indietro l’orologio della storia”.
Significativo l’intervento di Mattia Dendena, vice presidente dell’Associazione Piazza Fontana: “Mio nonno è stato un deportato in un campo di concentramento ed il mio bisnonno, Cavaliere di Vittorio Veneto. La storia famigliare di mio papà e mia zia, è cambiata completamente il 12 dicembre 1969 con quella strage che, dopo 40 anni di lotta per ottenere verità e giustizia, nel 2005 – dice Dendena – si è chiusa con l’assoluzione di qualunque imputato”. Per Dendena, che intende portare la storia della strage di Piazza Fontana nelle scuole, “da vittime, noi famigliari dobbiamo diventare testimoni della storia e della memoria, ed anche l’occasione di oggi – conclude Dendena – non deve essere solo un ricordo, ma il punto di partenza per una riflessione, perché una memoria condivisa, civile e partecipata è responsabilità di tutta la comunità”.
Ilario Grazioso