Cronaca
Il consigliere Zanibelli critica
sull'annuncio della deposizione Peba
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“Finalmente, dopo lungo ritardo rispetto alle attese e alle dichiarazioni date, è stato depositato il PEBA in comune, piano per eliminazione barriere elettroniche. Spiace che l’Osservatorio non sia più stato convocato dal 30 aprile scorso su questo lavoro specifico, quando ancora risultava in itinere l’elaborazione del Piano, se non per la revisione del Regolamento Edilizio in itinere con l’Assessore Fontana, che su questo tema sta seguendo l’obiettivo proposto”. E’ il commento del consigliere di Forza Italia Laura Zanibelli in merito alla notizia della deposizione del Peba da parte dell’Amministrazione.
“Che Gennuso e Bergamaschi, candidato sindaco, si fregino di raccontare alla città di aver perseguito “un impegno costante con l’Osservatorio” è quanto meno curioso, se non solo elettorale – prosegue il consigliere – Forse avranno incontrato altri rappresentanti, ma l’Osservatorio è stato costituito in Consiglio Comunale proprio per recepire osservazioni, suggerimenti, contributi dai portatori di interesse diversi rappresentati nell’Osservatorio stesso”.
Per Laura Zanibelli la notizia riguardo lo stanziamento del 10% degli oneri di urbanizzazione per l’abbattimento delle barriere – attivo dal 2019 – “non è certo segno di lungimiranza per una amministrazione che governa da 10 anni dal 2012, oltre a dover valutare quando e quanti di questi 10% annuali siano stati spesi allo scopo”.
“La preoccupazione degli assessori, nonchè candidato sindaco, che non vorremmo piegasse il PEBA ad evidenti scopi, è di illustrarlo alla stampa, avendone dimenticato in toto l’illustrazione ed il lavoro in Osservatorio prima della sua chiusura, essendo il PEBA un obiettivo condiviso. Non ci consola che solo il 5% dei comuni lombardi abbia un PEBA e che quello di Crema abbia 600 pagine, sconosciute”.
“Buon lavoro a chi seguirà, sicuramente con maggiore e dovuta attenzione ai portatori di interesse rispetto agli ultimi anni in cui le risorse certo non mancavano, sicure e disponibili da avanzo di amministrazione e non dagli incerti oneri di urbanizzazione. E grazie invece a chi si è fatto portatore delle esigenze, vissute in prima persona”.
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