Cronaca

ALI Lombardia chiede tempo per
decidere su Case di Comunità

Oggi Stefania Bonaldi, sindaco di Crema, e il collega Andrea Checchi di San Donato Milanese, hanno firmato e inviato in qualità di presidente e vice presidente di ALI LOMBARDIA una lettera a Regione Lombardia e all’assessore Letizia Moratti nella quale si chiede un supplemento di tempistica per poter ripensare il quadro di potenziamento delle strutture territoriali come Case e Ospedali di Comunità in attuazione del PNRR.

Questo perché l’associazione delle Autonomie Locali Italiane della Lombardia ritiene che le decisioni attualmente prese dal governo regionale vadano riviste e integrate con un criterio di reale e generalizzato ascolto dei Sindaci.

Nella missiva si legge che “Insediare una Casa della Comunità e un Ospedale di Comunità, come già il termine in sé spiega, significa individuare strutture adeguate, accessibili ai cittadini, raggiungibili con facilità, capaci di rappresentare realmente quei presìdi di medicina territoriale che mancano come l’ossigeno nella nostra Regione e potrebbero realmente svolgere un ruolo di “cerniera” fra ospedale e territorio, se adeguatamente collocati. Tuttavia i vincoli molto stretti messi in campo, la circostanza che si vogliano privilegiare i soli immobili di proprietà della Regione (e delle Asst ed ATS), il fatto che per gli immobili di proprietà comunale sia mancata una capillare ricognizione, la esclusione alla definizione del quadro, salvo alcune eccezioni, di tante strutture socio sanitarie presenti sul territorio lombardo, per lo più con la natura giuridica “privatistica” di Fondazioni, sono le criticità di questo iter”.

Un ulteriore elemento di criticità individuato dai primi cittadini è l’approccio “standardizzato” utilizzato da Regione Lombardia “destinando a ciascuna Casa della Comunità un importo massimo di 1,5 milioni per la riqualifica e l’allestimento, negando la possibilità di utilizzare anche risorse regionali per sviluppare progetti con maggiore flessibilità e più ampio respiro, con più capacità di risposta ai territori e ai cittadini che li abitano”.

“Come ALI LOMBARDIA chiediamo un ripensamento della Regione Lombardia e dell’Assessore Letizia Moratti, assegnando tempi supplementari per questo percorso, perché il quadro ufficializzato nei giorni scorsi possa ancora essere rivisto ed integrato, dove necessario, con un criterio di reale e generalizzato ascolto dei Sindaci, che in una Regione complessa e certamente impegnativa come la Lombardia deve necessariamente tenere conto delle specificità territoriali, mettendo in campo anche, al bisogno, risorse regionali proprie per progetti di maggiore respiro, ed adottando criteri di maggiore apertura e di coinvolgimento già in questa fase delle strutture socio sanitarie locali, ancorché private, quali ad esempio le RSA gestite da Fondazioni, capaci di integrare sui territori quella capillarità in grado di rendere la medicina territoriale una acquisizione effettiva e non un semplice slogan”.

QUI la lettera 

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...