Cronaca

Nuova diffida dagli 8 sindaci
fuoriusciti da Scrp

I Comuni di Soncino, Casale Cremasco, Casaletto di Sopra, Palazzo Pignano, Romanengo, Salvirola, Ticengo e Trescore Cremasco diffidano la società e i suoi soci "a depauperare il patrimonio di Scrp rendendo impossibile la riscossione dei propri crediti"

Resta aperto il contenzioso tra gli otto sindaci fuoriusciti da Scrp e la società stessa, il quale è oggetto di ricorso in appello e verrà discusso nel novembre del 2022.

Scrp è ora in liquidazione nei confronti di Consorzio.it (controllata però in toto da Scrp) la cui assemblea è convocata per domani, 16 dicembre. Tra i punti all’ordine del giorno anche la “CONSORZIO INFORMATICA TERRITORIO S.P.A”, da offrirsi in sottoscrizione al socio “S.C.R.P. SOCIETA’ CREMASCA RETI E PATRIMONIO S.P.A. – IN LIQUIDAZIONE”, da liberarsi in natura con conferimento di ramo di azienda, delibere inerenti e conseguenti”.

Gli otto comuni che hanno deciso di uscire dalla società hanno inviato una seconda diffida, tramite l’avvocato Raffaella Bordogna – patrocinante in Cassazione – per assicurarsi la garanzia che vengano loro restituite le quote, richiesta ormai da anni.

L’avvocato ha inviato una lettera a Scrp e ai suoi soci nella quale specifica che ai suoi clienti (i Comuni di Soncino, Casale Cremasco, Casaletto di Sopra, Palazzo Pignano, Romanengo, Salvirola, Ticengo e Trescore Cremasco) non risulta che “sia stato effettuato alcun accantonamento relativo alla vicenda in oggetto e al lodo arbitrale avvenutoCon la presente quindi i miei clienti chiedono formalmente di avere copia di ogni provvedimento relativo a tale accantonamento obbligatorio per legge e di cui non hanno traccia”.

Al termine della missiva l’avvocato Bordogna aggiunge: “I miei clienti, mio tramite, diffidano questa Società e gli intestati soci dal porre in essere qualsivoglia attività volta a depauperare il patrimonio della società S.C.R.P., rendendo difficoltosa e/o impossibile la riscossione dalla Società dei propri crediti, non avendo a tutt’oggi prova alcuna dell’accantonamento delle somme relative ai propri crediti, ormai ammontanti complessivamente ad euro 4.225.562,47 (compresi interessi di mora alla data del 14.12.2021)”.

ab

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