Cronaca

Siria: la testimonianza di
padre Fadi, parroco di Latakia

In occasione della V Giornata Mondiale della Povertà, voluta da Papa Francesco, oggi a Crema è stato invitato a portare la sua testimonianza, Padre Fadi, parroco francescano della Chiesa del Sacro Cuore di Latakia, città della Siria. Ospite di don Emilio Lingiardi, che è stato recentemente in Siria, padre Fadi ha raccontato dell’estrema povertà in cui si trovano le famiglie siriane, dopo 11 anni di guerra, che vivono degli aiuti internazionali.

Padre Fadi, qual è la situazione della Siria adesso?

Latakia è una città sul mare a Nord della Siria, al confine con la Turchia. La nostra parrocchia, di cui ho la guida da un anno e mezzo, ospitava, prima della guerra, circa 260 famiglie. Ora, dopo la guerra, sono piu’ di 1200 le famiglie raccolte in parrocchia. Si è ingrandita a causa dei tanti rifugiati e profughi che arrivano da tutta la Siria.

La condizione umana di questa famiglie è terribile, di estrema poverta’. Hanno perso tutto: le loro case, il loro lavoro, i loro risparmi; sono scappati con i vestiti addosso, sotto i bombardamenti e sotto minaccia dell’ Isis. Alcuni dei loro cari sono stati ammazzati, altri rapiti, altri scomparsi. La vita è sempre piu’ difficile. La guerra ha distrutto case,ospedali, fabbriche e scuole; ha impoverito un Paese che, solo 10 anni fa, era ricco, autosufficiente, nessun debito internazionale; ora è ridotto alla povertà. L’ 80% del popolo vive sotto il livello della povertà ed il resto vive di poco.

Come riuscite a sopravvivere?

Il 70 % della popolazione che si trova da noi vive dei trasferimenti dei soldi dei parenti che si trovano all’estero; il 90 % vive degli aiuti che arrivano dall’ Onu, Fao, Unicef, Croce Rossa, Caritas italiana.

Cosa chiedete?

Noi cristiani della Siria vogliamo la pace. Chiediamo che venga tolto l’embargo in quanto il nostro Paese è ancora sottoposto alle sanzioni del Caesar Act statunitense; il nostro governo è infatti appoggiato dalla Russia, Cina e Iran. Il governo attuale protegge le minoranze cristiane ma è un governo povero, devastato da 11 anni di conflitti. Mancano medicine, il sistema sanitario è al collasso; l ‘educazione è assente perché le scuole sono state distrutte. Quelle poche rimaste sono affollatissime. Le classi, composte anche da 70 studenti.

Già oggi prenderà l’areo per tornare in Siria. Cosa spera?

Ringraziamo tutti quelli che ci aiutano, anche voi dall’ Italia. Senza il vostro aiuto non riusciremmo a sopravvivere. Noi sacerdoti facciamo da intermediari tra i donatori e la popolazione che cerchiamo di aiutare. Tante le opere: l’ ultima messa in campo, quella di aiutare i bambini rimasti orfani che vengono a mangiare da noi dopo la scuola e a studiare. Vi ringraziamo per tutto il bene che fate per noi e vi auguro un Santo Natale, che si avvicina, un buon Avvento e che la Pace regni in tutto il mondo. Ci guarisca il Signore, dalle malattie; e dal covid.

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...