Giornate Fai d’Autunno a Ripalta
Arpina con la Delegazione FAI
Più di 1.100 visite nei tre siti aperti, organizzate in sicurezza per piccoli gruppi di persone. Un successo superiore a tutte le aspettative per le GFA 2021 proposte dalla Delegazione FAI di Crema nel piccolo borgo di Ripalta Arpina. La Capo Delegazione Annalisa Doneda racconta con grande soddisfazione l’ottimo risultato delle due Giornate FAI, ottenuto grazie all’accoglienza della famiglia Zurla, del Parroco don Luciano Pisati e del Sindaco Marco Ginelli, coinvolgendo 41 ragazze e ragazzi di tre Istituti scolastici cremaschi, i loro dirigenti e i loro insegnanti, con il fondamentale supporto del Gruppo di Volontari di Protezione Civile “San Marco” di Casaletto Ceredano guidati da Riccardo Rossetti, della delegata Francesca Compiani e di tutti i 37 volontari FAI, coordinati dalla delegata Elettra Torazzi.
La ‘piccola’ Ripalta Arpina tra sabato 16 e domenica 17 ottobre è diventata meta di un flusso ininterrotto e sempre crescente di visitatori che ha affollato i siti aperti (Palazzo Zurla, la chiesa di Santa Maria Rotonda, l’oratorio di San Giovanni Battista e la cappella della Motta) uniti da un percorso nel verde, intorno al grande ‘prato vecchio’, e nelle vie del paese. Il fascino di Palazzo Zurla con lo splendido belvedere sulla campagna e le tre chiese, per la prima volta aperte anche per mostrare le opere d’arte che custodiscono e per raccontare la loro storia, hanno incantato centinaia di persone, molte arrivate anche da altre province e regioni. Due giorni perfetti, inondati di sole e illuminati dall’allegria delle ragazze e dei ragazzi “Apprendisti Ciceroni”, emozionati e orgogliosi del loro ruolo di narratori, dalla gentilezza ed efficienza dei volontari FAI ai quali si sono uniti con grande disponibilità il dottor Ferrante Zurla, il Sindaco, il Parroco, l’amministrazione comunale e tanti collaboratori di Ripalta Arpina. Tutti sorvegliati e assistiti con professionalità, simpatia e allegria dai volontari di Protezione di Civile “San Marco”. Una gioia per tutti ritornare a incontrarsi in un angolo prezioso della nostra campagna cremasca e nei luoghi ricchi di storia e arte che ci sono stati lasciati e che dobbiamo custodire per chi verrà dopo di noi.
Le studentesse “Apprendiste Cicerone” dell’I.I.S. “Sraffa – Marazzi” hanno presidiato 4 tappe di un percorso di circa un’ora tra due edifici sacri e in campagna: dall’Oratorio di San Giovanni Battista (la cui costruzione è terminata nel 1687 ad opera dei conti Albergoni, Focaroli e Salomoni), per poi scendere da via Battaglia della Motta nella valle del Serio Morto, fino a raggiungere la cappella della Motta e poi risalire ritornando in paese lungo via Molini. Nel tragitto, temi di storia, arte, religione e natura si sono intrecciati grazie agli interventi delle 12 narratrici: Loubna Hafid, Sara Kaddouri. Simran Kaur, Maty Lo, Helena Mores, Sofia Piccini, Aurora Pizzingrilli, Glenda Pizzoni, Fiorela Prengezaj, Jihan Ramadan, Andrea Ramirez Ruano, Marianna Schiavo con gli insegnanti, professori Pietro Fischietti, Arianna Rossi.
A pochi chilometri da Crema, Ripalta Arpina (Ripa Alta!) sorge in un’area di grande pregio ambientale, compresa nei parchi del Serio e dell’Adda Sud: si sviluppa sopra un pendio, che in termine tecnico è detto scarpata morfologica, scavata e disegnata dal fiume Serio. Le Apprendiste Cicerone hanno raccontato un interessante capitolo della storia del territorio tra Crema e Castelleone: fino al XII secolo circa, infatti, il fiume Serio scorreva qui, ai piedi della scarpata, che erodeva durante le piene ridisegnandola continuamente. Dietro la chiesa parrocchiale Santa Maria Rotonda si nota un pendio che, anche in quel punto, definiva la valle fluviale, che proseguiva verso Castelleone, dove ancora una parte del paese si chiama Borgo
Serio. Probabilmente. in seguito a fenomeni tettonici e ad abbondanti precipitazioni, il fiume Serio cambiò gradualmente il suo corso sino all’attuale da Crema a Montodine.
I 17 Apprendisti del Liceo Linguistico “Shakespeare” hanno accompagnato centinaia di visitatori nella sale di Palazzo Zurla e nel suo bel giardino all’inglese. Il Palazzo sorge nel cuore di Ripalta Arpina e si affaccia sulla via principale dove in passato era fiancheggiato da un complesso di grandi edifici rurali. Alla fine del XVII secolo era proprietà della nobile famiglia Albergoni e potrebbero essere legate a Mario Albergoni le importanti opere di ampliamento che caratterizzano l’attuale edificio. Tra XVIII e XIX secolo si stratificarono vari interventi, sia all’esterno, con l’aggiunta degli avancorpi all’ala nobiliare, sia all’interno con gli affreschi che ornano le sale. Numerosi e documentati sono stati i passaggi di proprietà: agli Zurla, in seguito ai Bondenti (con matrimonio Capredoni) e Terni de’ Gregorj, infine ai Vailati per poi ritornare, dal 1989, ai marchesi Zurla che sabato 16 e domenica 17 ottobre hanno aperto ai visitatori FAI la loro residenza. Ecco i nomi degli “Apprendisti Ciceroni” del Liceo Linguistico “Shakespeare”: Awuah Stephanie Amoabing, Sofia Averci, Chiara Garbelli, Andrea Gazzola, Aurora Iannelli, Giovanni Isgrò, Francesco Carnevale Maffè, Martina Di Tullio, Marina Draghetti, Andrea Lardaloro, Rachele Elisa Magri, Alessandro Moretti, Isabel Moro, Nerella Panuccio, Emanuele Salvaderi, Angelica Terracina, Benedetta Zaniboni, con loro le insegnanti, professoresse Elena Bolzoni, Paola Valdameri e la Preside Lorena Ghilardi.
Ultima importante tappa in GFA 2021 è stata la chiesa parrocchiale di Santa Maria Rotonda, affidata ai 12 “Apprendisti Ciceroni” dell’I.I.S. “Galileo Galilei” di Crema: Marta Alberti, Alessia Bonifacio, Sara Boschiroli, Dimitri Cremonesi, Lorenzo De Stefano, Mattia Diedolo, Sofia Galgiardi, Matilde Inzoli, Adriano Musella, Alessandro Priori, Giovanni Ragnoli, Filippo Scorsetti. Con loro gli insegnanti professori Elisa Bonaldi, Emiliana Brambilla, Enrico Comandulli, Greta Stanga, Sara Verdelli.
L’edificio attuale di Santa Maria Rotonda è stato realizzato negli anni 1776-1779, come attesta una stele presente sulla facciata interna, ed è almeno il terzo edificio riedificato sul medesimo sito; prese il posto di quello realizzato nella seconda metà del XVI secolo, che a sua volta ne aveva sostituito uno più antico. La costruzione venne poi modificata con la realizzazione nel 1912 di due cappelle sul lato nord che affiancano quella dell’Assunta, e nel 1955 di due sul lato sud.
L’interno in stile barocco, è ad unica navata di forma rettangolare, suddivisa in tre campate da paraste terminanti con capitelli corinzi. Nell’ovale della volta centrale è raffigurata l’Assunzione di Maria, opera pittorica di maggior rilievo della chiesa: un pregevole affresco eseguito, presumibilmente nel 1783, dal pittore Mauro Picenardi (1735-1809).