"Non voglio fallire": l'appello di
un ristoratore senza "estivo"
Raffaele Pappacena, titolare di un locale a Ripalta Cremasca, è esasperato dalle regole imposte dal Dpcm che prevede la possibilità di prestare servizio solo all'aperto.
“Non voglio fallire. Voglio lavorare con le mie mani, perché questa è una Repubblica fondata sul lavoro. E con questo ho detto tutto”. E’ esasperato Raffaele Pappacena, titolare del ristorante “Le Colonne” di Ripalta Cremasca.
Quasi 11 anni fa ha rilevato il locale dal vecchio proprietario, per il quale lavorava come pizzaiolo. “10 anni di sacrifici e impegno, di investimenti e ora rischio il fallimento”. Il problema del locale di Pappacena è la mancanza di uno spazio esterno sufficiente ad ospitare i clienti. Spazio imprescindibile per seguire le regole dell’ultimo Dpcm, che prevede la possibilità di prestare servizio solo all’aperto.
Il titolare si è arrangiato con 8 tavolini sul retro del ristorante, “ma posso tenere solo poco più di 20 coperti”. Un numero insufficiente a coprire le spese. “Non mi vergogno a dire che ho degli arretrati sull’affitto, che sto faticando con il pagamento delle bollette. Così non posso continuare”.
L’appello del ristoratore, che nel 2020 ha perso il 90% del fatturato, è che si possa allestire i tavoli anche al chiuso: “Ho spazio per 150 persone. Me ne facciano ospitare anche solo 50, ma devo poter lavorare e, come me, anche i colleghi che non dispongono dell'”estivo””.
“La politica – conclude Pappacena – non può lasciarci le briciole di quel che si “mangiano” a Roma. Devono ascoltarci”.
Ambra Bellandi

