Verso governo Draghi. Partiti a Crema: 'No imbarazzo a sedersi con avversari politici'
Per i rappresentanti di M5s, Lega e Pd è ora il momento di lasciare da parte le ideologie e lavorare per il bene del Paese.
La strada di Mario Draghi a palazzo Chigi sembra essere spianata. Dopo l’ok all’ingresso in maggioranza da parte del Movimento 5 Stelle, che ieri ha interpellato i propri iscritti tramite la piattaforma Rousseau, il premier incaricato potrebbe sciogliere la riserva tra stasera e domenica.
Nel frattempo si lavora sulla squadra di governo, punto cruciale per tutti i partiti che prenderanno parte alla maggioranza, decisamente ampia, dalla quale è rimasto fuori solo Fratelli d’Italia con la sua leader, Giorgia Meloni, che non ha ancora dato indicazione ai propri palrlamentare riguardo alla votazione.
A Crema, il sentitmento del Movimento 5 Stelle è di rammarico per la decisione risultata dalla consultazione sulla piattaforma, in quanto gli attivisti erano compatti sul fronte del no. Nonostante questo “la votazione è stata democratica, e non c’è alcuna intenzione, da parte nostra, di lasciare il movimento”, ha assicurato il portavoce cittadino Manuel Draghetti. Niente scissione, dunque, almeno sul nostro territorio.
“Nessun imbarazzo – ha aggiunto – a sedersi accanto all’ex alleato (Lega, ndr), anche se di certo non si fanno salti di gioia nel tornare fianco a fianco con chi ci si è ‘spaccati’ in passato. Ma certamente è più imbarazzante ritrovarsi dalla stessa parte di Forza Italia. Attendiamo di conoscere la composizione del governo e, soprattutto, il programma di Draghi. L’auspicio è che si resti sulle linee programmatiche che abbiamo deciso di portare avanti, senza timore di alzarsi dal tavolo se queste dovessero essere disattese”.
“Oggi le persone hanno bisogno di vedere i fatti, non di ascoltare ancora arringhe ideologiche”. E’ il pensiero del segretario cittadino della Lega Andrea Agazzi, che ha aggiunto: “Bene ha fatto la Lega ad accogliere l’appello del presidente Mattarella. Siamo il primo partito d’Italia, un partito di governo. Se si parla di temi concreti non c’è alcun disagio a sedersi al tavolo con ex alleati. Ora è necessario capire se Draghi vorrà mantenere una maggiornaza tanto estesa. In ogni caso – ha concluso – le parole chiare devono essere: decreto ristori, piano vaccini e ripresa economica”.
Per i Dem “ogni valutazione sulla costituzione del nuovo governo non può tener conto della difficilissima situazione nella quale si trova in questo momento l’Italia. Ci sono due obiettivi tra tutti: la campagna vaccini ed i fondi del next generation che devono essere raggiunti a tutti i costi. In questo momento ciascuno deve fare la propria parte per raggiungerli entrambi – spiega il segretario cittadino Antonio Geraci – In quest’ottica il governo Draghi è un governo di scopo. Il Pd peraltro si è trovato in completa sintonia con il futuro presidente del Consiglio su molti temi alcuni fondamentali quali piena fiducia all’Europa e la riforma fiscale in senso progressivo. Due temi che il PD ha sempre sostenuto in questi anni, semmai sono altri che hanno dovuto rivedere le loro posizioni. E questo non può che farci felici”.
Ambra Bellandi