L'appello di Caritas Crema: un aiuto all’emergenza lungo la rotta balcanica
Caritas Italiana è da tempo presente nella maggior parte delle strutture di accoglienza migranti in Bosnia ed Erzegovina, tramite la rete locale delle Caritas diocesane di Banja Luka, Mostar e Sarajevo, oltre che della organizzazione partner Ipsia-Acli.
A seconda dei luoghi, vengono offerti servizi diversi, che vanno dalle lavanderie attivate nei vari campi per dare la possibilità di lavare e asciugare gli indumenti, alla distribuzione di legna per il riscaldamento, oltre che di cibo, frutta fresca, bevande calde, kit-igienici, scarpe, abbigliamento. Ma anche attività psico-sociali, educative ed informative per famiglie con bambini e per minori non accompagnati.
Le notizie e le immagini delle ultime settimane, tuttavia, raccontano che l’emergenza umanitaria in Bosnia ed Erzegovina – e in particolare nella zona di Lipa – fa seguito alle altre che si sono verificate nei mesi scorsi sia in Bosnia sia in altri Paesi attraversati dalla rotta balcanica. Evidenziando che gli stessi, anche per l’altissimo numero di migranti che non riescono a essere accolti nelle strutture di accoglienza, non sono ancora in grado di sviluppare una politica sui flussi migratori che consenta una gestione ordinata, rispettosa dei diritti umani, e che risponda ai minimi standard internazionali in materia di protezione dei migranti.
Di fronte a questa situazione – difficile e grave non solo per le tante persone che sono intrappolate nei campi profughi o che vivono all’aperto, ma anche per le realtà locali che si stanno prodigando con fatica sia a dare una risposta immediata ai bisogni di queste persone – Caritas Italiana e molte Caritas diocesane, parrocchie e comunità si sono mobilitate per cercare di portare un aiuto concreto a queste persone, cercando inoltre di attivare iniziative di sensibilizzazione.
“È indispensabile conoscere quello che sta succedendo lungo la Rotta Balcanica e quali sono le condizioni di accoglienza in Bosnia e Erzegovina”, sottolinea Fabrizio Motta, referente per Caritas Crema delle tematiche internazionali. “Ed è altrettanto importante farlo sapere anche a parenti, amici, colleghi, compagni di scuola; per sensibilizzare quante più persone possibile su questa situazione, che è inaccettabile.”
“È importante come Caritas avere attenzione alle povertà dell’ambito locale – tiene a puntualizzare il direttore Claudio Dagheti – ma non di meno mantenere uno sguardo aperto al mondo e attento a quei fenomeni che comunque generano poi povertà sul territorio. Quindi mi auguro che al più presto si possa risolvere il problema dell’emergenza profughi nei Balcani, mettendo al centro le persone che sono in condizioni insostenibili.”
“Anche la nostra Caritas – aggiunge – promuove una raccolta fondi per supportare finanziariamente i servizi e le attività che Caritas Italiana e le Caritas locali stanno effettuando nei campi di accoglienza in Bosnia e Erzegovina.”
Le offerte possono essere versate sul conto dedicato presso Banca Intesa iban: IT58G0306909606100000128448, indicando la causale “emergenza rotta balcanica”; oppure portate anche personalmente all’ufficio Caritas presso la curia in piazza duomo 27, o presso la Casa della Carità, in viale Europa 2.
“Oltre a un contributo economico – fa osservare ancora Dagheti – quando verranno meno le restrizioni imposte dalla pandemia, sarà inoltre possibile mettere a disposizione il proprio tempo e le proprie capacità a favore dei migranti, affiancando il personale Caritas e i volontari bosniaci per periodi brevi (campi estivi, vacanze solidali) o medio-lunghi, di servizio civile e volontariato sociale.”