Cronaca

L'appello di Clara ai colleghi ristoratori: 'Apriamo i locali in sicurezza. Non ce la facciamo più'

Una serata nel locale di Clara Ogliari - foto di repertorio

“Non sono negazionista, non sono complottista. Capisco che stiamo passando un momento tragico e forse non prevedibile. Ho grande rispetto per i familiari dei deceduti che hanno pagato un prezzo altissimo questa situazione. Ho rispettato tutte le regole che ci hanno imposto da febbraio ad oggi. Io e il mio compagno abbiamo una palestra ed un ristorante, ci hanno imposto di chiudere le nostre attività senza darci nessun supporto od aiuto. Ora però non posso più continuare se non voglio fallire, se voglio continuare ad avere una casa, se voglio dar da mangiare ai miei figli. Ho bisogno di trovare una soluzione”.

E’ questo l’appello che Clara Ogliari, titolare del ristorante “Seconda Casa” a Crema, rivolge a tutti i colleghi. “Non è mia intenzione rendere una critica politica a nessuno, non è questione di destra o sinistra. E’ innegabile che le scelte che hanno fatto sono inutili, sbagliate, dannose, non portano nessun miglioramento. Abbiamo bisogno di persone capaci”.

Oltre al ristorante, Clara e il marito Massimiliano Guerini sono i titolari di una palestra, adiacente al locale: “Alcune attività sono state ‘sacrificate’. Fino a quando persone capaci non sapranno gestire al meglio la situazione credo che dovremo proteggerci da soli. Non lo faccio solo per me ma per tutti quelli nelle mie condizioni. Fino a quando persone capaci non sapranno gestire al meglio la situazione credo che dovremo proteggerci da soli”. Il ristorante ha quattro dipendenti, tutti in cassa integrazione da mesi.

Clara ha annunciato che riaprirà il locale: “Ho bisogno di lavorare, non sto rubando, non voglio essere una fuorilegge. Sarò forse l’unica ma io tra poco aprirò il ristorante garantendo la sicurezza. Basta aver paura e lamentarsi senza fare nulla. La speranza – aggiunge – è che le Istituzioni locali possano comprendere la situazione drammatica che stiamo vivendo e sostenerci, senza massacrarci ulteriormente. Faccio appello al sindaco Bonaldi affinché ci consenta di farci sentire”.

I titolari hanno effettuato investimenti consistenti nel 2017 e l’anno scorso sarebbe dovuto essere quello in cui tirare un po’ il respiro, iniziando a guadagnare dopo aver estinto parte dei finanziamenti. “Spero che qualcuno la pensi come me e decida di seguimi. Per questo chiedo ai miei colleghi ristoratori di contattarmi per organizzare qualcosa. Non chiedo aiuti – conclude – chiedo di poter lavorare”.

Ambra Bellandi

 

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