Nell’ultima riunione via Skype della Comunità del Parco, all’unanimità è stata votata l’adozione del regolamento per l’attività agricola zootecnica-stralcio relativo alla gestione dell’attività di pascolamento transumante: un documento che consentirà agli allevatori di poter far pascolare le greggi all’interno del Parco del Serio, ma a seguito di apposita Convenzione, i cui contenuti dovranno essere coerenti con le indicazioni presenti nel documento che, trascorso il tempo dedicato alle osservazioni, entrerà in vigore il giorno successivo alla pubblicazione sul Bollettino ufficiale di regione Lombardia.
“Si tratta di una tradizione importante e millenaria che il Parco non vuole emarginare, perché da sempre i pastori attraversano i paesi lungo il percorso del Serio, dirigendosi verso la montagna per l’attività di transumanza, ma c’era però l’esigenza di giungere ad una sintesi per regolamentarne l’attività – dice il presidente Basilio Monaci – e questo è stato fatto, attraverso un lungo percorso di approfondimento e di studio, che ha coinvolto i pastori, coordinato dall’agronoma Anna Mazzoleni, che ne ha curato tutta la parte tecnica”.
Collaborazione. La settimana scorsa l’ultimo passaggio, dopo quello in consiglio di gestione, con l’adozione all’unanimità del nuovo regolamento da parte della Comunità del Parco, che specifica anche i requisiti minimi e quelli preferenziali dei soggetti che possono completare le apposite convenzioni con il Parco. “L’obiettivo resta quello di giungere all’entrata in vigore in questa primavera, perché parte la transumanza – aggiunge il presidente Monaci – che potrà essere così regolamentata all’interno del territorio del Parco, con forme di convenzione tra il Parco e gli operatori che ne fanno richiesta di transito, concordando itinerari e responsabilizzando i pastori, per una collaborazione reciproca nel rispetto dell’ambiente, delle specificità del Parco e della stessa attività di pastorizia”.
Supporto alle Gev. Fino ad ora, non esisteva una vera regolamentazione, c’erano normative generiche secondo le quali il pastore chiedeva l’autorizzazione al passaggio e indicava la documentazione relativa al gregge, con il Parco che ne autorizzava il transito, specificando genericamente dove non era permesso il passaggio. Per un controllo più efficace però, ormai chiara era l’esigenza di supportare le Guardie Ecologiche Volontarie con uno strumento chiaro, qual è appunto il regolamento adottato la scorsa settimana.
Lo studio. L’iter che ha portato alla redazione del regolamento è stato lungo e la sintesi ai componenti la Comunità del Parco, l’ha fatta l’agronoma Anna Mazzoleni, partendo dagli effetti positivi (il contrasto al progressivo imboschimento e la conservazione degli habitat, la pulizia dei sottoboschi a vantaggio di molte specie forestali, il controllo di alcune specie invasive aliene vegetali) a quelli negativi (impatti diretti e indiretti su suolo, acqua, flora e fauna) del pascolamento. E ne sono stati descritti i vari passaggi: dall’analisi documentale, alle interviste dirette ai pastori (per censirne il numero); dall’inquadramento generale del territorio e del comparto agricolo, all’analisi degli impatti della pratica di pascolo, dalla mappatura delle aree interessate al transito degli allevamenti transumanti di tipo vagante o stanziale, all’analisi normativa, fino alla proposta di piano e all’azzonamento delle aree. Da tutta questa corposa mole di lavoro, sono stati censiti 11 soggetti che praticano il pascolamento verso la montagna all’interno del Parco, dei quali 7 pastori transumanti, che hanno nell’allevamento la fonte principale di reddito, con un numero di capi a gregge in media di circa 900 capi, ed il resto, soggetti che praticano l’allevamento vagante come attività non esclusiva, o allevano bestiame semi stanziale a livello hobbistico.