Cronaca

La ripartenza: la scuola e le sue necessità, incontro all’Arci san Bernardino

Si è parlato di scuola ieri sera, venerdì 4 settembre, all’Arci di san Bernardino, nell’ambito dell’ennesima iniziativa organizzata dal vivace circolo presieduto da Maurizio Bertolaso. Scuola, lockdown ed effetti su bambini e ragazzi: su questo ha puntato l’attenzione dei presenti la psicologa e psicoterapeuta Rita Subioli, che ha ricordato la richiesta fatta dagli adulti agli alunni, di sperimentare la didattica a distanza, soluzione necessaria per l’emergenza, ma che ha privato loro delle motivazioni alla base della frequenza scolastica, riducendo tutto al mero apprendimento. È stato per i più piccoli un periodo molto difficile e per gli adolescenti ha presentato quei fenomeni legati alle dipendenze da videogame, ma anche alla solitudine o più in generale, forme di ritiro sociale, alcuni dei quali rientranti in quello che gli esperti definiscono “hikikomori”.
L’esperienza dei più piccoli, quelli appartenenti al segmento 0-6, è stata affrontata dall’educatrice Sara Pavesi, la quale ha evidenziato il surplus di difficoltà per spiegare il perché della chiusura di tutto, a bambini di quella fascia d’età e l’importanza di mantenere una relazione con essi, anche attraverso le tecnologie.  Ora per l’educatrice, la sfida sarà quella dell’imminente ripresa, pur con tutte le difficoltà, ma ribaltando il significato del distanziamento: “Quel metro di distanza, dovrà diventare parte del gioco per loro, e noi insegnanti ed educatori dovremo saper cogliere i cambiamenti, osservando i bambini e mettendoci noi stessi in gioco”.
La presenza dell’assessore all’edilizia scolastica del comune di Milano, oltre che maestro elementare Paolo Limonta e della segretaria provinciale FLC Cgil Laura Valenti ha permesso all’incontro di parlare delle criticità che la politica nazionale in questi mesi ha sì affrontato, ma non risolto. La sindacalista, riconoscendo la difficoltà di una problematica tanto complessa quanto imprevedibile, ha però elencato le numerose criticità, per le quali l’azione della ministra dell’istruzione Lucia Azzolina, non è stata adeguatamente efficace, moltiplicando incertezze a tutti i livelli, risposte inefficaci sul piano dell’organizzazione della ripresa e delle risorse necessarie per assicurarla, ed evidenziando egocentrismo e improvvide dichiarazioni pregiudiziali rispetto alle organizzazioni sindacali, riservando alle stesse accuse di sabotaggio, rispedite al mittente dal mondo sindacale. Incapacità di ascolto e di confronto, incertezza, risposte tardive, assenza di un progetto, mancanza di una cabina di regia in grado di definire linee guida nazionali, sistema di reclutamento: sono i punti sui quali Laura Valenti ha incalzato l’operato della ministra. Elementi di merito e non solo di metodo: “Il sindacato ha dimostrato di collaborare, firmando i protocolli sicurezza, sia per gli esami di maturità, che per la ripresa delle attività. Sarà un anno a dir poco eccezionale – ha concluso Valenti – che richiede uno sforzo ricostruttivo e tanta chiarezza che al momento non c’è, per questo, noi sollecitiamo la politica affinché possa dare risposte a tutta la comunità scolastica, perché la scuola pubblica è un bene di tutti.”
Sulla stessa lunghezza d’onda l’intervento dell’assessore milanese Paolo Limonta, per il quale la didattica a distanza “è emergenziale, ed ha perso migliaia di studenti perché è molto più classista della didattica in presenza”. Per l’assessore Limonta è stata sprecata un’enorme occasione e ora abbiamo “il dovere morale di risarcire gli alunni di tutto ciò che gli abbiamo tolto”. Quanto alle scelte della ministra Azzolina, “non può pensare di gestire da sola la situazione”, anche se si stanno pagando ancora “gli effetti negativi delle riforme Gelmini”. Poi in chiusura, il messaggio di speranza per la ripresa, affinché la scuola, ancor più quella che vede impegnati i bambini più piccoli, possa tornare ad essere “generatrice di felicità”.
L’attività dell’Arci di san Bernardino prosegue venerdì 11 settembre, con un incontro sul prossimo referendum del 20 e 21 settembre, dal titolo “ Le ragioni del NO”.
Ilario Grazioso

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