Crema, anche quest'anno, non aderisce al Protocollo Aria. La critica de La Sinistra
Per il secondo anno consecutivo, il Comune di Crema ha scelto di non aderire al ‘Protocollo Aria’ di Regione Lombardia per il blocco del traffico (pur avendo più di 30.000 abitanti non ricade nelle fasce critiche 1 e 2 e quindi non rientra nell’elenco dei Comuni obbligati ad attivare questi provvedimenti).
Una scelta che già nel 2018 aveva lasciato peerplessa la Fiab Cremasco e il M5s e che quest’anno vede la critica da parte de ‘La Sinistra’: “Crema avrebbe potuto aderire volontariamente ma l’Amministrazione, nella persona dell’Assessore Gramignoli, anche quest’anno ha deciso di non cogliere questa opportunità. Crediamo che sia un grave errore che conferma quello che abbiamo scritto poche settimane fa: le iniziative “ambientali” messe in atto da questa Amministrazione sono solo piccole foglie di fico. Non è sufficiente votare in consiglio comunale un documento a favore delle azioni contro il cambiamento climatico (salvo emendarlo immediatamente e sostanzialmente al punto da renderlo poco o per nulla impegnativo per l’Amministrazione): bisogna prendere decisioni chiare e tutt’altro che timide ma l’Assessorato competente non è interessato a muoversi in questa direzione. Non è sufficiente stampare volantini (con l’impronta ambientale che essi comportano) e fare occasionali giornate ecologiche per intervenire in maniera efficace sull’inquinamento: le iniziative messe in atto fino ad oggi hanno il solo scopo di poter dire di aver fatto qualcosa senza però aver fatto niente. A breve, con l’accensione dei riscaldamenti, la situazione dell’inquinamento dell’aria della città peggiorerà ulteriormente: come si interverrà? Come si valuteranno le azioni messe in campo? Aspettiamo la risposta dell’Ass. Gramignoli all’interrogazione che abbiamo protocollato nei giorni scorsi”.