Cronaca

‘Accorciamo le distanze’ 10 anni di volontariato a sostegno di chi ha bisogno

Festeggiare una ricorrenza ha sempre un significato, ma i 10 anni di “Accorciamo le distanze”, collaborazione tra centro oncologico dell’ospedale Maggiore di Crema, Comunità sociale cremasca e i volontari dell’associazione ex dipendenti è qualcosa di più. Perché il progetto “Accorciamo le distanze”, che si concretizza in un servizio di trasporto gratuito, rivolto ai pazienti residenti nel distretto cremasco, che nel lungo programma di cure oncologiche necessitano di cicli di radioterapia all’ospedale di Cremona, è veramente molto di più di un servizio di trasporto. È occasione di sostegno reciproco, come è stato ribadito nella conferenza svoltasi questa mattina e che ha visto la partecipazione dei vertici dell’Azienda socio sanitaria territoriale di Crema guidata dal direttore generale Luigi Ablondi, del direttore dell’Unità operativa di oncologia Maurizio Grassi, della presidente di Comunità Sociale Cremasca Angela Beretta, di Pietro Milani Brugna, presidente Associazione ex dipendenti e Gianni Risari, presidente associazione Rubino, che dal 2013 si è aggiunta in questo cammino. “Un bell’esempio di rete tra pubblico e privato per garantire un servizio al territorio – ha detto Davide Vighi, direttore generale di Csc – non solo un mero accompagnamento dei pazienti a Cremona, ma un servizio carico di umanità e di solidarietà”.

Riconoscimento pubblico per i volontari. Felici per quanto fatto in questi 10 anni, i volontari, che con Celestina Benelli hanno descritto anche le difficoltà nella gestione quotidiana del servizio e l’acquisto del pulmino, possibile grazie alla generosità della Popolare per il territorio. Impagabile l’opera dei quattro autisti volontari, Giuseppe Carioni, Piarangelo Cerioli, Francesco Doldi, Natale Scorsetti, che nel corso dell’anno, quotidianamente e talvolta anche più volte al giorno, accompagnano i pazienti che devono sottoporsi a radioterapia a Cremona. Sonno 159 i pazienti che dall’oncologia di Crema hanno proseguito l’iter di cura presso la radioterapia di Cremona, ed entro l’anno saranno circa 200, ha comunicato il direttore Ablondi. “Quando oggi si comunica al paziente oncologico che c’è bisogno di fare la radioterapia, la prima cosa che chiede è se c’è il pulmino” ha commentato il dottore Grassi, questo dimostra come ormai sia diventato un servizio fondamentale e che tanta strada è stata fatta, non solo metaforicamente, dal giorno in cui ne parlarono per la prima volta lo stesso dottore Grassi e Pietro Milani Brugna. “Per quella che è la loro attività, sarebbe opportuno dare un pubblico riconoscimento ai volontari, una medaglia al valore” ha concluso il direttore di oncologia.

Un bel futuro davanti. Radioterapia a Crema? Il direttore generale Ablondi motiva perché ciò non può realizzarsi, ricordando l’esistenza dei vincoli legati a quantità e qualità, che determinano la presenza o meno di certi sevizi nelle varie strutture ospedaliere, considerata la presenza della radioterapia a Cremona e Mantova. Ma citando gli indicatori di eccellenza raggiunti dall’ospedale Maggiore in questi anni, il direttore conclude con un messaggio positivo: “Abbiamo un bel futuro davanti”.

Ilario Grazioso

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