Nuova Paullese e Spino
Non solo applausi
Il vescovo di Lodi e il sindaco di Spino d’Adda, ieri all’inaugurazione
SPINO D’ADDA – Nuova Paullese, da oggi è aperta nei due sensi ma l’inaugurazione, che ieri ha suscitato applausi, oggi segnala alcuni problemi concreti e da risolvere nel comune di Spino d’Adda, come riconosce lo stesso sindaco Paolo Riccaboni che nella sua pagina di facebook si fa domande e si dà risposte, poi incalzato dagli abitanti del quartiere più penalizzato, che non sembrano tanto ottimisti quanto il primo cittadino.
Sindaco, la Paullese e Spino?
“Una vittoria senza se e senza ma. Oggi per un attimo bisogna ricordare per quanto tempo, di Paullese, si è parlato, a Spino e altrove, senza realizzare nulla. Bisogna ricordare i morti e gli incidenti. Bisogna ricordare le code e i disagi. Bisogna ricordare le necessità delle imprese e dei lavoratori, dei cittadini e dei pendolari. Bisogna ricordare le ragioni per cui si è all’unanimità voluto il raddoppio. Negli ultimi quattro anni è stato completato il tratto Crema-Vaiano, finanziato e realizzato il tratto Dovera-Spino, alla velocità di 10-15 metri al giorno. Nel periodo peggiore della storia repubblicana, con i finanziamenti statali scomparsi, si è fatto l’impossibile, e lo si è fatto qui, vincendo l’inerzia delle pubbliche amministrazioni, la burocrazia, la mancanza di risorse, i ricorsi pretestuosi, la cattiva politica. E Spino può ambire a restare un paese vivibile, e al contempo più sicuro e ottimamente collegato a tutto il nord Italia, con un casello autostradale a due chilometri tra Zelo e Paullo”.
Si poteva fare meglio?
“Sì, se si fosse stati più attenti anni addietro”.
Ci saranno disagi?
“Sì, almeno per un paio di mesi, soprattutto fino al raddoppio completo”.
C’è ancora da fare?
“Sì, la Paullese ha senso solo se riqualificata integralmente, e manca davvero poco: circa un decimo del progetto iniziale”.
Verrà raddoppiata tutta?
“Sì, ne sono certo, e lavorerò in questa direzione. Azzardo entro la fine del decennio (2020) e il ponte prima”.
Ci sono criticità?
“Molte, in parte risolvibili, in parte migliorabili, in parte senza risposta”.
Poteva essere tutto diverso?
“Sì, ma non sono argomenti che mi appassionano. Probabilmente era da raddoppiare in sede e bisognava cominciare da Milano, ma altri hanno scelto diversamente. Era necessario fare le strade di servizio peché nel nostro paese sono nel rapporto di 1:1 rispetto all’asta principale, l’indispensabile per chi lavora o vive in campagna. Serve comunque una strada di collegamento dal Mulino alla Resega che non porterà traffico e permetterà di risolvere i problemi di via Manzoni e Vittoria. Questo non aumenterà il traffico al villaggio Adda, ma aumenterà la sicurezza e la vivibilità. Non da subito perché ci saranno problemi, anche importanti, per giorni e settimane, ma poi migliorerà definitivamente”.
Come la mettiamo con i bus?
“Dal quartiere non passeranno subito. Poi solo alcuni, da Milano verso Crema, e solo sul tragitto Pioppo-Argine-Vecchia Paullese; nessuna alternativa praticabile se non con la perdita di tutte le fermate fino alla piazza. Purtroppo non si poteva fare una strada da via Pioppo alla zona industriale perché avrebbe comportato fare passare i mezzi pesanti dal villaggio Adda con certezza.
Quindi, va tutto bene?
“Oggi no, anzi, ci aspettano difficoltà per almeno un mese, c’è già stato un incidente e i flussi veicolari sono ancora ovviamente molto incerti. Ci si sta adoperando per limitare i problemi.E per quanto riguarda le vie sulla Pandina riapriranno solo se i residenti lo vorranno.
Un po’ meno fideistica la visione di alcuni abitanti del quartiere in questione.
“Un’intera zona abitativa e commerciale completamente in tilt, isolata, danneggiata e frustrata, a causa di una viabilità approssimativa e nefasta, non condivisa per tempo con la popolazione. Da lunedì una parte del paese è completamente tagliata fuori dal resto. L’improvviso e sciagurato sbarramento della vecchia paullese e il non completamento dello svincolo di Spino Ovest, sta portando disagi estremi a persone ed attività
E’ davvero tutto sbagliato, tutto da rifare?
“In questi due giorni ci si è trovati di fronte a situazioni tragicomiche, sulle quali possiamo fare ironia perchè non hanno fortunatamente portato a nessun incidente grave. Ambulanze che si trovano in un ‘cul de sac’, automobili impegnate in manovre confuse e schizofreniche, guard-rail quasi travolti, frenate brusche, fermate dell’autobus soppresse e percorsi dei mezzi pubblici al limite dell’assurdo. La cosa curiosa, è che quello che è puntualmente accaduto dopo l’inaugurazione della nuova Paullese, era stato più volte predetto e anticipato dalle considerazioni fatte dai cittadini durante gli incontri tenuti in comune nei mesi scorsi. Non si capisce come mai si voglia isolare in questo modo tutta una parte di paese, togliendo servizi, diritti, sicurezza e danneggiando attività decennali, alcune già chiuse altre allo stremo.
Cosa si deve fare?
“L’area andrà necessariamente riqualificata, dotata di videocamere di sorveglianza, rivitalizzata e recuperata con zone verdi e ben collegata alla ciclabile dell’Adda, altrimenti rischia veramente di diventare luogo pericoloso ed emarginato da tutto il resto del paese. Fino a oggi l’autobar Telli e le attività limitrofe avevano contribuito a rendere la zona più viva e meno depressa, garantendo presenza e vitalità che tra un anno saranno miraggio se la vecchia Paullese verrà chiusa e non collegata in modo agevole e continuo alla nuova. L’idea potrebbe essere quella di utilizzare la vecchia Paullese come immissione a alla Nuova paullese per chi è diretto a Milano. (per salvare almeno il transito da Crema verso Milano). L’immissione da pochi giorni fatta a Zelo Buon Persico lungo la paullese davanti al nuovo supermercato-discount potrebbe essere l’esempio da seguire, senza dover inventarsi cervellotiche soluzioni e sprecare altro territorio per creare altre aree di rifornimento/ristorazione. Non si riesce a capire come l’unica area di ristoro lungo una cosi importante arteria non sia stata inglobata in un progetto più attento alle esigenze di viaggiatori/commercianti/abitanti. Chiediamo agli organi Comunali ed in particolar modo al sindaco Paolo Riccaboni di esercitare le dovute pressioni nelle opportune sedi e non lasciare intentata nessuna soluzione di revisione della viabilità che possa garantire dignità e rispetto dei cittadini e commercianti dell’area Spino Ovest”.
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