Poste, Gallignano si salva
Niente da fare per Ombriano
L’ufficio postale di Ombriano, per il quale, sin qui, nessun arretramento da parte di Poste Italiane
CREMA – L’ufficio postale di Gallignano, a Soncino, ce la fa, quello di Ombriano no. È questo il risultato della trattativa condotta da Regione Lombardia, Anci e Unione delle Province lombarde con Poste Italiane Spa, che ha così parzialmente rivisto il proprio piano di chiusura e razionalizzazione dei punti di servizio in Lombardia. Sul territorio regionale, infatti, 15 dei 61 uffici destinati alla chiusura, resteranno aperti e attivi. “Si tratta di un risultato importante – ha detto Carlo Malvezzi, consigliere regionale del Nuovo Centrodestra – ottenuto grazie allo sforzo del sottosegretario regionale agli enti locali, Daniele Nava, e alla collaborazione tra Regione, Anci e Upl. Per gli uffici postali del nostro territorio si è lavorato insieme ai sindaci Francesco Pedretti e Gabriele Gallina di Soncino. La collaborazione con loro è risultata alla fine vincente. Non abbiamo mai agito, nei confronti di Poste, in difesa di interessi particolari ma col solo scopo di evitare che alcune chiusure ipotizzate inizialmente creassero disagi ai cittadini e quindi una diminuzione complessiva della qualità del servizio pubblico. Gallignano è oggettivamente un territorio che non può restare sprovvisto di un servizio postale in loco, dato che uffici alternativi risultano essere decisamente distanti. Anche in questo caso – ha concluso Malvezzi – il metodo del lavoro paziente e in grado di analizzare a fondo le tematiche in gioco ha pagato. Regione Lombardia si è sempre mossa in quest’ottica e affronta ogni situazione partendo dal metodo del confronto”.
Niente da fare, invece, per l’ufficio di Ombriano, del quale non c’è traccia nei comunicati e per il quale sin qui ogni trattativa risulta un vicolo cieco.
Non di un buon risultato ma di un risultato parziale, si tratta, secondo il consigliere Pd Agostino Alloni, che commenta così la revisione del piano di Poste spa, dopo le pressioni del Consiglio regionale per limitare chiusure e razionalizzazioni. “Il territorio cremasco è un territorio popoloso ed è stato fortemente penalizzato, nonostante la sospensione e il tavolo di trattative aperto. Con la chiusura dell’ufficio postale del quartiere di Ombriano a Crema, sul quale insistono circa 6000 utenti, non si può certo parlare, come ha fatto il sottosegretario Nava, di buoni risultati portati a casa. Siamo riusciti a contenere i danni, perché 2 sedi sono state salvate, ma ora occorre fare il possibile per scongiurare la chiusura di quella cremasca. Non ci possiamo accontentare delle scelte volute e imposte da Poste sulla testa degli utenti e senza tener conto delle specificità di un territorio come quello del quartiere più popoloso della città”.
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