Infermiera licenziata dal Kennedy
Parla l’avvocato: “Un solo caso”
L’ingresso della Fondazione benefattori, dove lavorava l’infermiera licenziata
CREMA – “Sulla dipendente licenziata dalla Fondazione benefattori cremaschi sono state scritte e dette moltissime inesattezze, alcune da denuncia. La verità verrà fuori in aula, il prossimo 13 maggio, data nella quale probabilmente avremo anche la sentenza, o un rinvio breve per la decisione del giudice”. Lo dice Gianluigi Valesini, avvocato dell’infermiera del Kennedy licenziata lo scorso settembre perché anziché accudire i suoi genitori era a partecipare a una gara di ballo a Rimini. Il procedimento che deve decidere sul ricorso avanzato dalla dipendente contro il licenziamento in tronco è partito la scorsa settimana, ma il giudice Antonia Gradi l’ha rinviato per esaminare le eccezioni e ha fatto sapere in questi giorni la data del dibattimento. Il 13 maggio in aula arriveranno i testimoni e il processo arriverà a conclusione. Dopo gli interrogatori, il giudice deciderà se arrivare subito a sentenza o disporre un breve rinvio per la discussione.
“Sul caso si sono dette e scritte moltissime imprecisioni e addirittura informazioni del tutto infondate”, tiene a precisare l’avvocato Valesini che difende gli interessi della dipendente.
Per esempio?
“Abbiamo letto che la mia assistita aveva ricevuto già in precedenza ammonimenti e sanzioni disciplinari sul lavoro, fatto non vero. Qualcuno si è spinto ad affermare che la donna utilizzava i permessi della 104 (legge che stabilisce a possibilità di accudire un familiare infermo per tre giorni il mese con permessi retribuiti dall’Inps, nrd) sistematicamente per andare a ballare o da altre parti”.
E com’è, invece?
“Alla mia dipendente viene imputato un solo episodio, quello di agosto, quando è andata a Rimini per partecipare a una finale di una gara di ballo alla quale era iscritta. Purtroppo la finale cadeva in uno dei giorni di permesso per la 104. Ma la dipendente non aveva alcuna intenzione di nascondere la sua partecipazione: basta andare sul sito della gara di ballo e trovare tutti i nomi dei partecipanti, tra i quali il suo e quello di suo marito, che fa coppia con lei”.
Resta il fatto della 104.
“Sì, lei ha sbagliato, ma non per questo deve essere licenziata. La mia assistita può usufruire dei sei giorni di permesso ogni mese perché ha entrambi i genitori bisognosi di assistenza. Ne ha usufruito in passato senza mai sgarrare una volta. Nell’occasione del ballo c’è stata la coincidenza con la finale nazionale. Ripeto, ha sbagliato, potrà essere sanzionata, ma il licenziamento mi sembra una punizione abnorme”.
C’è stata opera di investigazione da parte dell’azienda che l’ha colta in flagrante.
“Bastava andare sul sito… In ogni caso, la donna ha ammesso le sue responsabilità sin dal primo colloquio”.
Come andrà a finire?
“Noi chiederemo il reintegro. Vediamo cosa decide il giudice. Voglio dire ancora una cosa. Qualcuno ha pubblicato le generalità della donna, affermando che anche in passato era stata oggetto di richiami e altro, cosa non vera, provocandole grave danno e grosse difficoltà a trovare un’altra collocazione. Adesso pensiamo al processo, poi provvederemo anche a sistemare queste questioni”.
Pgr
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