Cronaca

Bancarelle e costi del biglietto
Le lamentele dei commercianti
Dentro e fuori il circuito dei carri

Un caffè? Nove euro. No, non siamo né in centro a Milano né a Roma. Siamo a Crema, dentro il circuito del Carnevale. Difficile spendere meno. Non tanto perché i bar abbiano prezzi da maharaja – sarebbe falso. Ma sommando l’euro del caffè agli otto dell’ingresso nel circuito del Carnevale, a tanto s’arriva.
Quello di quest’anno è un Carnevale atipico. Grande festa, come dimostrato la domenica appena passata. Ma anche forti mal di pancia per chi decide di tenere aperto il proprio esercizio commerciale, soprattutto se per quattro domeniche resta chiuso nel circuito del Carnevale. E se poi le domeniche sono nuvolose come la prima quando la sfilata, causa maltempo, è stata quasi un flop, ecco che di clienti non se ne vedono. “Domenica c’era tanta gente – dichiara Santo Barbieri, del bar Nazionale: uno dei tre all’interno del recinto della manifestazione – ma ho sentito molte persone brontolare per il prezzo dei biglietti. Con prezzi del genere – continua il titolare del Nazionale – la gente non va più in là del caffè”. Otto euro per gli adulti, quattro per i bambini dai 9 ai 14 anni. I più piccoli non pagano. A conti fatti, una famiglia media, con un figlio di 10 anni a carico, arriva a spendere 80 euro per quattro giornate di festa. Ciò, di certo, non aiuta l’affluenza. E per gli abitudinari, la clientela affezionata? Spiega Barbieri: “Io trasmetto le partite della domenica, e mi sono messo d’accordo: lasciamo entrare i clienti a cui abbiamo rilasciato un biglietto con il nostro timbro. Questa gente non è interessata al Carnevale, ma dipende sempre da quanto sono tolleranti i volontari che selezionano all’entrata della manifestazione”. “E poi – conclude Barbieri –, visto che chiedono i contributi ai commercianti, dovrebbero pensarci un po’ di più prima di mettere le bancarelle all’interno della manifestazione, perché c’è il rischio che vadano a danneggiare il commercio naturale della città”.
Poco distante dal bar di Santo c’è La Maison, negozio di articoli da regalo. È uno degli esercizi che domenica pomeriggio ha scelto di tenere le serrande abbassate. Una scelta apparentemente inspiegabile, dato il pienone delle grandi occasioni. Eppure, spiega la titolare, “per noi che siamo a ridosso della barriera d’entrata, tenere aperto è impossibile. C’è la ressa di chi deve fare i biglietti, e la gente che arriva da piazza Duomo, vedendo la folla, torna indietro, a meno che non sia interessata al Carnevale”. A ciò s’aggiunga lo sfavore verso gli orari di chiusura del circuito della manifestazione. Domenica scorsa, racconta la titolare, le barriere sono state erette già nella mattina. Conseguenza? Quasi nessuno arriva fino in fondo, meno ancora si fermano ad osservare le vetrine. “Secondo noi – commenta la titolare – dovrebbero aspettare un pochino di più a transennare. Domenica hanno iniziato alle otto e mezza, quando il Carnevale iniziava sei ore dopo”.
Ma, in tutto ciò, cosa chiedono Le Botteghe di Crema? “Anzitutto – spiega Katiuscia Scotti, presidentessa del neonato organo di Confcommercio – se bancarelle devono essere, almeno che le facciano una volta sola. Farle dentro e fuori la manifestazione rischia di disperdere l’attenzione verso gli esercizi che la domenica tengono aperti, e concentra troppo la folla”. Dal lato dei commercianti, infatti, Carnevale e bancarelle in piazza significano una buona fetta di clienti meno interessati alla propria attività. Alcuni di questi commercianti, poi, devono anche lottare con la concorrenza interna al circuito. È il caso delle cartolerie, la cui vendita di coriandoli ed affini è sopraffatta dall’attività degli ambulanti. Ma è anche il caso delle pasticcerie, che devono fare i conti con i venditori di ciambelle, frittelle e zucchero filato presenti all’interno della manifestazione. “Ma la prima cosa che manca – osserva la titolare di Karisma – sono i bidoni dell’immondizia. Se ci sono, sono stracolmi. Così la gente che vorrebbe buttare sacchetti e spazzatura non sa dove metterli, e a volte li getta per terra”. “Bisognerebbe – conclude la presidentessa Scotti – cercare più collaborazione, studiare insieme il modo migliore per far arrivare la gente e poi portarla nei negozi, oltreché alla manifestazione. Confcommercio ha dato supporto al Carnevale cremasco, nella speranza che l’anno prossimo si riescano a trovare accordi favorevoli per tutti”. Insomma, ben venga la festa, ma facciamo attenzione. Ci sono interessi da tutelare, da entrambe le parti. Ed ora non resta che attendere domenica, giornata di chiusura alle auto della città. Qualche lamentela via social network è già partita. Non resta che attendere il risultato. Tempo permettendo.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

© Riproduzione riservata
Caricamento prossimi articoli in corso...