Cronaca

Cannone, centri diurni e Padania Acque
E’ battaglia in Sala degli Ostaggi

Nella foto di repertorio, una seduta del consiglio comunale

L’obice, il Mio Bus, il Serio. E poi ancora la proroga dell’accordo territoriale per la frequenza dei centri diurni e lo statuto di Padania Acque Gestioni. Questi gli argomenti affrontati in sala degli Ostaggi, in una seduta aperta con il ricordo dell’ex consigliere comunale Alberto Moruzzi.
L’OBICE E IL MIO BUS
Nulla da fare per l’obice: nonostante l’offerta delle associazioni di restaurarlo e riposizionarlo in città, il cannone andrà in prestito per 15 anni a Temù, con il benestare della Sovrintendenza.
Scontro invece sul Mio Bus con il consigliere Tino Arpini da un lato ad elencarne il difetti, soprattutto legati alla prenotazione, al sistema “troppo complicato per gli anziani” e alla difficoltà quindi per i residenti dei quartieri di usufruire del servizio per arrivare in centro città. Dall’altra l’assessore Giorgio Schiavini dall’altra a tesserne le lodi, parlando di servizio efficiente con oltre 200 corse il giorno, tra Mio Bus e servizio urbano ed estraurbano, dai quartieri al centro.
IL FIUME SERIO
Parzialmente soddisfatto invece il consigliere di Servire il cittadino, Antonio Agazzi in merito alla riqualifica delle sponde del Serio. L’assessore Schiavini, a cui è toccato il compito di rispondere anche in vece del collega Fabio Bergamaschi, assente alla seduta, ha elencato i progetti dell’amministrazione per riqualificare l’area del fiume Serio, con nuove zone verde pubbliche e soprattutto con il ponte ciclopedonale, per il quale il programma di intervento è già in stato avanzato con convenzioni già firmate, tanto che entro massimo il 2017 dovrà essere realizzato.
L’ACCORDO PER I CENTRI DIURNI
Si è conclusa con l’astensione dei consiglieri di minoranza (Forza Italia, Nuovo Centrodestra, Solo cose buone per Crema e Servire il cittadino) l’importante “partita” sul rinnovo dell’accordo territoriale relativo la frequenza dei centri diurni per disabili. Un accordo che ha prodotto una serie di lamentele da parte delle famiglie di Crema che proprio per via di questa nuova soluzione studiata dai comuni cremaschi si sono viste aumentare, anche del doppio, le rette di frequenza. Una questione che non è piaciuta alle minoranze che, nonostante la rassicurazione dell’assessore Maria Beretta, che per le famiglie in difficoltà ci saranno contributi fino ad agosto quando il tutto dovrà essere rivisto per l’entrata in vigore del nuovo calcolo Isee, non hanno dato il loro via libera all’accordo. “La questione – ha detto Laura Zanibelli del Ncd – nonostante fosse complessa, non è stata sottoposta alla commissione Servizi Sociali. E non solo: cosa ne è stato del risparmio di bilancio che avevamo chiesto di utilizzare per permettere l’accesso dei disabili in lista d’attesa?. La strategia non è chiara quindi ci asteniamo”. Dello stesso parere Simone Beretta di Forza Italia, che ha sottolineato come “l’amministrazione di centrosinistra dovrebbe impiegare più risorse sul sociale lasciando magari qualche buca in più sulle strade”.
LO STATUTO DI PADANIA ACQUE
Duro scontro invece per quanto riguarda lo statuto di Padania Acque gestioni. Come promesso il Movimento 5 Stelle ha presentato una serie di emendamenti chiedendo che venissero discussi ad uno ad uno. Questione che di fatto ha allungato i tempi del consiglio che si è chiuso in tarda serata. Dura e immediata la presa di posizione della maggioranza che con un comunicato a firma di tutti i capigruppo, diramato dopo le 22 di lunedì sera, ha parlato di ostruzionismo e di “scarso rispetto per il ruolo dei sindaci della Provincia e dell’istituzione consiliare della città”. Un plauso dalla maggioranza ai consiglieri di minoranza Zanibelli, Paolo Patrini e Alberto Torazzi che restando in consiglio hanno permesso “l’importante oltre che necessaria approvazione dello statuto”. Una questione questa che tornerà sicuramente a far discutere.
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