Cronaca

Trasferimenti e alienazioni
Il piano del comune per
risparmiare e reperire risorse

Tempo di crisi, tempo di tagli, tempo di risparmi. E’ questa l’ottica in cui la giunta guidata da Stefania Bonaldi e l’amministrazione stanno lavorando per cercare di tagliere il più possibile le spese a carico del comune. E in questa logica, presto, gli uffici commercio di via Pombioli, come annunciato più volte da parte dello stesso sindaco, torneranno in piazza Duomo all’interno del palazzo comunale. Lo spazio c’è: al secondo piano a fianco dell’ufficio tecnico. Questo permetterà un risparmio di circa 70mila euro l’anno.
Ma la dismissione degli uffici di via Pombioli, potrebbe non essere l’unica. In comune stanno infatti valutando anche altri spostamenti, benché più difficile da attuare. Si tratta degli uffici decentrati dei servizi sociali attualmente in via Manini e dell’asilo nido di via Dante.
“Per entrambi – spiegano dal comune – si sostengono ingenti costi di decentramento e di locazione, ma in questi casi gli spostamenti paiono più delicati, sia per la natura del servizio erogato, sia per la tipologia di utenza”. Ma nonostante ciò le valutazioni in merito non sono ancora concluse.
VIA ALLE ALIENAZIONI
Nella stessa ottica, ma anche in tema di recupero di risorse e di razionalizzazione delle spazi è un’altra operazione che l’amministrazione sta portando avanti: quella delle alienazioni.
Già decisa e in attesa dell’apertura della gara, quella per l’ex Corpo di Guardia di piazza Giovanni XXIII. Come spiegato già tempo fa dal sindaco ci sarebbero degli acquirenti interessati, anche se, come successo per l’ex Aci bisognerà attendere la gara per capire le reali intenzioni di eventuali acquirenti.
Ma tra il patrimonio comunale da alienare potrebbe finirci anche il vecchio carcere, adiacente al comune, acquistato nell’ottica di un ampliamento dello stesso. Ampliamento che ad oggi, non sarebbe più necessario.
“Il tema della razionalizzazione degli spazi pone anche alcune valutazioni conseguenti, una per tutte: il senso di mantenere tra le proprietà comunali il plesso delle vecchie carceri, adiacente il palazzo comunale. La ratio a suo tempo perseguita, cioè l’acquisto al fine, un domani, di concentrare lì tutti gli uffici comunali, in un palazzo adiacente l’attuale municipio, era di assoluto buon senso. I tempi peraltro sono molto cambiati, gli enti locali subiscono da anni politiche nazionali che tendono alla diminuzione del personale (in linea di massima, il turn over è consentito nella misura del 20%, ogni 5 pensionamenti una assunzione) ed è un corso difficilmente reversibile. Crediamo pertanto che il tema della possibile alienazione delle carceri non sia un tabù e vada quanto meno affrontato”, si legge nella comunicazione della giunta comunale.
“Quello delle alienazioni – spiegano pertanto gli amministratori – è un percorso pressoché obbligato. Gli eventuali (ed auspicati) proventi non possono essere impiegati ovviamente per la parte corrente del bilancio, ma debbono essere reinvestiti in implementazione del patrimonio. Non avendo i Comuni da ormai da cinque anni possibilità di contrarre mutui, l’alienazione resta l’unica forma di finanziamento se le amministrazioni vogliono fare qualcosa che vada oltre l’ordinaria amministrazione”. Una partita importante essendo di fatto la maggior parte delle opere pubbliche previste finanziate con alienazione. “Senza alienazioni – ha infatti ripetuto in più occasioni l’assessore ai Lavori Pubblici, Fabio Bergamaschi – sarà molto difficile realizzare gran parte degli interventi”.
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