Parcheggio di via IV Novembre, Beretta attacca: “Da due mesi e mezzo nessuna risposta”
Il consigliere comunale Beretta richiede chiarimenti sulla mancata integrazione del verbale, sottolineando l'importanza di un processo chiaro e condiviso per il parcheggio
Simone Beretta torna sul progetto del parcheggio in via IV Novembre a Crema e presenta un’interpellanza per chiedere spiegazioni sulla mancata integrazione del verbale della Commissione Ambiente. Il consigliere comunale sostiene di aver presentato una richiesta il 23 luglio, senza ricevere riscontro dopo oltre due mesi.
Nella comunicazione indirizzata al presidente della commissione, con copia all’assessore Cinzia Fontana, Beretta aveva chiesto di integrare il verbale della seduta, a suo giudizio incompleto rispetto agli interventi del presidente del Parco del Serio, Monaci, e del direttore, l’architetto Comandulli. In particolare, sostiene che durante la riunione fosse stato evidenziato come il progetto presentato dal privato non fosse conforme a quello che si sarebbe realizzato in futuro e che sarebbero state necessarie modifiche. Sarebbe stata inoltre prospettata l’ipotesi di acquistare, o eventualmente espropriare, una porzione di terreno per collegare il futuro parcheggio pubblico-privato al fiume.
“Penso che il verbale debba essere fedele a quanto sentito dai consiglieri presenti in commissione”, aveva scritto Beretta, chiedendo che fossero riportate le posizioni espresse dai rappresentanti del Parco. Ora il consigliere denuncia il mancato riscontro, sottolineando che, a suo avviso, la risposta sarebbe dovuta arrivare entro 30 giorni dalla richiesta protocollata.
Nell’interpellanza Beretta chiede perché il verbale non sia stato aggiornato e se la mancata risposta a un consigliere comunale debba essere considerata un fatto istituzionalmente grave. Punta quindi il dito contro i vertici coinvolti, dal presidente della commissione al presidente del Consiglio comunale, fino al segretario generale e al sindaco.
Il consigliere collega la questione anche all’iter urbanistico del parcheggio, contestando l’approvazione di una variante che, a suo giudizio, sarebbe stata votata senza un progetto condiviso e definito, nonostante le modifiche prospettate dai rappresentanti del Parco del Serio. Da qui la domanda conclusiva: “Perché costringere il Consiglio comunale ad approvare una delibera dai confini indefiniti?”.