“Quelle frasi che sanno di mafia”. Ma per il sindaco di Madignano chiesta assoluzione
"Le ossa dure si possono squagliare nell'acido": è la frase che Guardavilla avrebbe detto a Tacca, presidente della polisportiva. L'accusa è tentata violenza privata
“Assoluzione perchè il fatto non sussiste”: questa la richiesta del pm onorario Silvia Manfredi nei confronti del sindaco di Madignano Piero Guardavilla, 77 anni, processato con il rito abbreviato per l’accusa di tentata violenza privata. Il giudice deciderà il prossimo 16 ottobre. L’imputato è assistito dall’avvocato Mario Palmieri.
A querelare il sindaco, entrato in carica nel giugno del 2024, era stato Erminio Tacca, presidente della Polisportiva Bees ConCuore, la Polisportiva che gestisce il centro sportivo comunale Foscarino Foschi in via Dante Alighieri.
Tacca è parte civile attraverso l’avvocato Giovanni De Stefano. La vicenda riguarda la gestione del centro sportivo comunale e la volontà del sindaco, che aveva parlato di “inadempienze in ordine alla sua gestione”, di estromettere Tacca dal suo ruolo. Il Comune aveva deciso di procedere con la revoca e la Polisportiva ha impugnato il provvedimento al Tar.
Tacca, che ancora oggi gestisce il centro, “è stato minacciato affinchè lasciasse“, ha detto l’avvocato De Stefano nella sua arringa, al termine della quale, diversamente dal pm, ha chiesto la condanna del sindaco.
Il legale di parte civile ha parlato di due incontri tra il primo cittadino e Tacca, durante i quali quest’ultimo aveva registrato le conversazioni. “Continuando così avrai solo dei grandi problemi“, gli avrebbe detto Guardavilla. “Io sono qui per darti un’opportunità, prima o poi devi mettere giù la chiave.
“Affermazioni gravi“, secondo De Stefano, “che miravano a fare abbandonare il centro a Tacca”. E poi la frase: “Tu vuoi fare l’osso duro, ma le ossa dure si possono anche squagliare nell’acido”. Affermazioni, secondo l’avvocato di parte civile, “che sanno di mafia“.
“Forse al Sud, ma non certo qui da noi“, ha replicato l’avvocato difensore, che ha invitato a considerare quella frase “in un significato iperbolico“, ovvero esagerato. “Anzi”, ha aggiunto il legale. “Il mio assistito aveva chiarito di non avere alcuna intenzione di litigare, ma di trovare una soluzione“.
Per l’avvocato Palmieri, così come per il pm, “nessuna delle condotte del sindaco configurano il reato di tentata violenza privata”.