Cronaca

Lions Gerundo: Filippo Ruffoni parla delle sue imprese

Lo scalatore montodinese è stato ospite del Gerundo, parlando delle sue scalate, della prossima avventura sui 7mila e della collaborazione con “La Tartaruga”

Filippo Ruffoni
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Nuovo anno lionistico per il Lions Club Crema Gerundo, che per la sua prima conviviale ha ospitato l’alpinista Filippo Ruffoni, membro della Associazione Guide di Courmayeur, socio di CAI (Club Alpino Italiano) e Panathlon Club Crema, oltre che insignito di un premio speciale dalla regione Lombardia per meriti sportivi e l’impegno per la diffusione del rispetto della montagna.

Curiosità, interesse e partecipazione da parte dei soci per la sua relazione, nella quale Ruffoni ha messo in luce doti sportive e disponibilità nei confronti di persone con fragilità o disabilità. Dall’introduzione con la descrizione delle varie scalate sulle montagne più impegnative delle Alpi, a quelle più difficili in giro per il mondo: il parco del Serengeti, in Tanzania, fino alle salite alle montagne del Caucaso con una spedizione russa, e infine le scalate ad alcune vette nepalesi. Non poteva mancare uno sguardo sui prossimi appuntamenti, e così Filippo Ruffoni ha spiegato ai soci del Gerundo le sue prossime avventure: la scalata tra qualche settimana verso una cima da 7000 metri in Asia.

“La montagna non si affronta senza prima una preparazione adeguata e una reale conoscenza del luogo e delle eventuali difficoltà, quindi si deve procedere per gradi”, ha detto il relatore, che non disdegna il pensiero futuro sugli 8mila. Ruffoni ha poi parlato delle motivazioni che lo spingono a queste imprese, che non sono mai fine a se stesse: “È importante studiare anche gli scenari bellici che hanno visto protagoniste le nostre montagne, con l’intento di mantenere viva la memoria di quei luoghi, dove la fatica dell’uomo si è confrontata con l’asprezza della montagna in condizioni estreme”, ha aggiunto lo scalatore.

Infine, Ruffoni ha  parlato della collaborazione con l’associazione “La Tartaruga” di Crema, che si occupa di persone affette dal morbo di Parkinson: la montagna naturalmente sempre al centro, infatti la collaborazione è consistita nell’organizzare attività sportive e di condivisione per l’associazione, offrendo l’opportunità di vivere la natura in un ambiente sereno ed accogliente, anche a persone meno fortunate.

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