Politica

Dalla Chiesa, Losco replica a Schiavini: “La legalità non può valere a convenienza”

La mancata commemorazione del generale Dalla Chiesa a Crema solleva polemiche tra partiti, con accuse reciproche su legalità e memoria storica

Paolo Losco, segretario provinciale di Sinistra Italiana Cremona
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La mancata commemorazione pubblica a Crema del 44° anniversario dell’assassinio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa continua ad alimentare il confronto politico. Dopo le critiche della consigliera comunale di Fratelli d’Italia Emanuela Schiavini, che aveva parlato di una “legalità” che “non è uno slogan” e di una memoria che “non ammette distrazioni”, arriva anche la replica di Paolo Losco, segretario provinciale di Sinistra Italiana.

“Sono d’accordo con ogni parola”, esordisce Losco. “Ma proprio perché la legalità non è uno slogan, non può valere solo quando strumentale e sparire quando si tratta delle scelte del partito che quelle parole le ha pronunciate”.

Il segretario di Sinistra Italiana sposta quindi il confronto dal mancato appuntamento commemorativo alle politiche nazionali del Governo guidato da Giorgia Meloni, richiamando in particolare le modifiche alla disciplina dell’abuso d’ufficio e della responsabilità per danno erariale. Losco cita anche i dati sugli affidamenti diretti contenuti nell’ultima relazione al Parlamento di ANAC e l’inchiesta Hydra della Direzione distrettuale antimafia di Milano.

Nel suo intervento richiama inoltre il voto dello scorso 5 agosto alla Camera, quando l’Aula ha respinto la richiesta della Procura di Roma di acquisire le chat tra il deputato di Fratelli d’Italia Andrea Delmastro Delle Vedove e Mauro Caroccia, indicato negli atti dell’inchiesta come vicino al clan Senese. Losco precisa che Delmastro, così come gli altri esponenti politici citati, non risulta ad oggi indagato, ma aggiunge: “Non si possono però ignorare i meriti di opportunità politica”.

Il segretario provinciale di Sinistra Italiana torna quindi sul significato della commemorazione. “Dalla Chiesa merita di essere ricordato, non strumentalizzato”, afferma. E aggiunge: “Il modo più serio per farlo è costruire ogni giorno regole forti, controlli che funzionano e strumenti veri per chi lotta contro la criminalità — non richiamare la legalità a parole e trattarla a convenienza quando riguarda il proprio campo politico”.

Infine, Losco riprende direttamente la frase di Schiavini sulla memoria: “La memoria non ammette distrazioni, scrive Schiavini. Sono d’accordo. Ma forse, a essere davvero distratta, è proprio lei: prima di scrivere una nota alla stampa, avrebbe potuto scrivere una mail al suo partito”.

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