Politica

Fine vita, Pederzani: “Dal Veneto un passo avanti, è una questione di civiltà”

La consigliera comunale esprime ottimismo per l'approvazione della legge, considerandola una questione etica e un passo avanti significativo per la dignità

Nancy Pederzani
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L’approvazione in Veneto della legge regionale sul fine vita apre un nuovo fronte nel dibattito politico e suscita anche la presa di posizione della consigliera comunale di maggioranza del Pd Nancy Pederzani, che considera il provvedimento un passaggio importante nella discussione sul diritto a una morte dignitosa.

“Finalmente, anche a destra, dopo anni in cui il tema del fine vita è sempre stato affrontato solo con posizioni ideologiche e conservatrici, si fa strada una consapevolezza diversa: è una questione di civiltà”, scrive Pederzani, che guarda anche alle recenti posizioni espresse da Luca Zaia sul tema.

Per Pederzani, tuttavia, la questione va oltre il piano politico. “Io sono convinta che sia qualcosa di ancora più profondo rispetto a ciò che sostiene Zaia: è una questione etica e morale”, afferma, ponendo al centro il tema delle scelte nella fase conclusiva della vita.

Nel suo intervento richiama anche il confronto con altri Paesi europei, citando in particolare i Paesi Bassi, dove la normativa sul fine vita è stata introdotta già nel 2002. “L’Italia è ancora molto indietro sul fine vita”, sostiene, sottolineando la distanza rispetto a quei sistemi nei quali la materia è stata regolamentata.

Per questo, secondo Pederzani, il voto del Consiglio regionale veneto rappresenta “politicamente, un enorme passo in avanti”. Un risultato che, a suo giudizio, dimostrerebbe anche quanto il tema sia meno divisivo di quanto emerga dal confronto politico.

“Da una parte e dall’altra dello schieramento politico, tra credenti e non credenti, esiste una sensibilità comune che attraversa culture e appartenenze diverse: anche la fase finale della vita deve essere affrontata con dignità, rispetto e libertà”, scrive.

Pederzani ricorda infine il lavoro svolto negli ultimi anni dagli attivisti attraverso la raccolta di firme e le iniziative sul tema, sostenendo che il percorso verso una maggiore tutela della persona malata terminale sia ancora lungo. “La strada verso la piena dignità della persona malata terminale è ancora lunga e i passi da compiere sono molti. Ma proprio per questo non possiamo fermarci qui”, conclude.

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