Scuola e Università

IC “Nelson Mandela”: le “note” di saluto del dirigente Paolo Carbone

Seduto al pianoforte a coda acquistato dall’Istituto, il dirigente ripercorre con commozione e gratitudine i suoi 12 anni da preside. Da settembre all’Einaudi di Cremona

Servizio di Sabrina Grilli
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Da domani dirigerà l’Istituto Einaudi di Cremona, ma fino all’ultimo giorno di servizio presso l’IC Nelson Mandela di Crema, il dirigente Paolo Carbone è stato al suo posto, a presidiare tutti i plessi della scuola, che ha visto nascere e che ha accompagnato nella crescita e nella sua trasformazione. E lui, che prima ancora di essere un docente e un dirigente, è un musicista (si può apprezzarne le qualità anche presso la Chiesa di san Giacomo, ndr) ha voluto chiudere la sua esperienza di direzione all’IC Crema Tre, nella maniera a lui più congeniale, al pianoforte.

È infatti un pianoforte a coda, collocato nel salone della Primaria Crema Nuova di Curtatone, l’ultimo acquisto perfezionato prima del trasferimento a Cremona, affinché lo si possa utilizzare per futuri concerti, considerato che nell’offerta formativa del Nelson Mandela, c’è l’indirizzo musicale (clarinetto, pianoforte, chitarra, percussioni e flauto traverso).

“Una parte della mia lunga ed eclettica carriera è appunto quella di musicista, avendo insegnato per 20 anni pianoforte presso il Civico Istituto Folcioni, altra scuola che porto nel cuore, dopo essermi trasferito nel lontano 1994, poco più che ventenne, da Massa,– dice il dirigente – per essere adottato da Crema, città nella quale ho poi formato la mia famiglia, che ringrazio per avermi sostenuto in questi anni, insieme ai miei genitori, ormai scomparsi”.

Si commuove il dirigente ripercorrendo le tappe che l’hanno visto protagonista a Crema Tre, per 12 anni, improntati al lavoro educativo ed alle relazioni, prima ancora che al pur fondamentale impegno burocratico, mettendo sempre al centro della sua azione, ruolo, bisogni, ed esigenze degli studenti, ciascuno secondo le proprie specificità. In una lunga lettera inviata a tutte le componenti della scuola, ma anche all’Amministrazione comunale di Crema, al vescovo Daniele Gianotti ed alle Associazioni del Civic Center Crema Tre – Nelson Mandela e a “Quelli che la Braguti…”, il preside Carbone parte proprio dalla sua nomina, nel febbraio 2014, quando era docente di lettere al Galilei di Crema. Dal successivo 30 giugno l’arrivo a Crema Tre, a seguito del concorso ordinario del 2011, peraltro superato brillantemente, tanto da essere inserito tra i primi posti in Lombardia.

“Ero un preside giovane, il più giovane nominato nel cremasco, totalmente inesperto della complessa macchina gestionale di un istituto scolastico, e il nostro Comprensivo si era formato da pochi mesi, il 1° settembre 2013”, scrive il dirigente Carbone. “Posso dire quindi che ci siamo presi per mano, il ‘preside-docente’ e l’Istituto Mandela, indicandoci reciprocamente il cammino da percorrere, un percorso di continuità gestionale lungo, fatto di quattro mandati triennali sempre rinnovati su mia richiesta”, prosegue il dirigente, che ricorda i numeri dell’Istituto, che nel 2014 contava poco più di 800 studenti, e che ora supera i mille studenti, classificandosi stabilmente nella di complessità più alta.

Per il preside Carbone, unico faro che ha guidato le scelte, “è stato il domandarmi se perseguissero il bene degli alunni, che vanno collocati sempre al centro, in un’ottica pluriennale e al di fuori di logiche di parte. Tutto il resto è venuto da sé”. Tra i tanti risultati del lavoro di questi anni, gli interventi sulle strutture, grazie a finanziamenti europei e della stessa scuola, dalla realizzazione dell’apparato di rete per la fibra ottica, (76 access-point in tutte le aule e nei saloni dei cinque plessi dell’Istituto), che oggi consentono un utilizzo degli ambienti in modo flessibile adattandoli alle esigenze didattiche, alla scelta del tempo prolungato, integrato con il percorso musicale.

Il dirigente menziona poi il tema legato al superamento degli squilibri che esistevano nella distribuzione degli studenti nei vari plessi, dove nei primi anni duemila, si concentravano in alcuni di essi la quasi totalità degli alunni stranieri: “Il problema non sono gli alunni stranieri, perché i bambini sono tutti uguali, senza distinzioni, ma le situazioni di disagio e di fragilità che si concentrano nelle fasce più deboli e che, se si accumulano in un unico plesso, non permettono una vera inclusione”, precisa il dirigente, il quale ricorda anche la fusione delle primarie Braguti e Curtatone, condivisa con l’allora sindaca Stefania Bonaldi.

E poi ancora, attenzione alla valorizzazione di tutti i plessi, ai progetti Pon, Pnrr, Fesr, Erasmus, Pn2021-27 (in questi giorni si stanno svolgendo le attività del cd Piano Estate ndr), seguiti personalmente dallo stesso dirigente, quasi sempre a titolo gratuito. Nei saluti, non potevano mancare i ringraziamenti, a tutti, docenti, personale Ata, personale in quiescenza o che non c’è più, associazioni, comune di Crema, con gli assessori Emanuela Nichetti e Giorgio Cardile, Vescovo Gianotti, senza dimenticare l’augurio di buon lavoro al suo successore, il neo dirigente Angelo Avitabile. Mani sul piano e via alle note, tra gli applausi dei presenti.

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