Crema, la storia della sua fondazione al centro di una conferenza nell’ex Santo Spirito
A Crema un incontro dedicato alle origini della città e alla tradizione della fondazione nel 570 d.C., tra storia, fonti e leggenda
Una conferenza per riscoprire le origini di Crema e approfondire una storia che, ancora oggi, presenta numerosi elementi di mistero. Nella suggestiva cornice dell’ex chiesa di Santo Spirito e Maria Maddalena, si è svolto l’incontro storico “Castrum Cremae 570 d.c.”, organizzato da L’Araldo, dall’Associazione “Leonardo da Vinci” di Soncino e dall’Associazione Culturale Pagine Cremasche.
Davanti a un pubblico numeroso, ad aprire l’appuntamento è stato lo storico cremasco Luigi Dossena, che ha dedicato un primo approfondimento proprio al luogo che ha ospitato la conferenza: un edificio rinascimentale costruito intorno al 1522, su progetto attribuito ad Agostino de’ Fondulis, caratterizzato dalla raffinata facciata in cotto a vista e oggi di proprietà della famiglia Vimercati Sanseverino, che lo mette a disposizione per iniziative culturali e storiche.
Il primo intervento è stato affidato a Claudio Marinoni, dell’Associazione Leonardo da Vinci di Soncino, che ha ripercorso le diverse ipotesi legate alla nascita della città. Un tema sul quale non esiste una documentazione storica diretta e che si basa quindi anche sulle testimonianze tramandate nei secoli, a partire dalle cronache di Pietro da Terno, storico cremasco del XVI secolo.
Secondo la tradizione, la fondazione di Crema sarebbe avvenuta il 15 agosto del 570, quando alcuni abitanti della zona si sarebbero rifugiati sull’isola sopraelevata della Mosa per sfuggire all’arrivo dei Longobardi guidati da Alboino. Proprio in quel luogo, che la tradizione identifica con l’area dell’attuale piazza del Duomo, sarebbe nato il primo insediamento.
Anche l’origine del nome Crema resta tuttavia incerta. Secondo una delle narrazioni riportate dalle cronache, il nome deriverebbe da Cremete, indicato come il capo dei profughi e conte di Palazzo Pignano. Una ricostruzione che, come emerso durante l’incontro, si colloca però nel terreno della tradizione più che in quello delle certezze documentali.
Dopo un intermezzo musicale al pianoforte di Claudio De Micheli, è intervenuto Mario Cassi de L’Araldo, concentrandosi sulle fonti storiche e sulle diverse narrazioni che nel corso dei secoli hanno raccontato la nascita e l’evoluzione di Crema.
Nel corso dell’incontro è stato ricordato come le prime attestazioni documentali della città risalgano a epoche molto successive rispetto alla tradizionale data del 570: nel 1082 Crema viene citata come “locus”, mentre nel 1087 compare il riferimento a “castrum Crema”, cioè a una città murata.
Un percorso attraverso i secoli che ha portato a ricordare anche diversi studiosi e autori che hanno contribuito alla conoscenza della storia cremasca: da Lodovico Canobio a Francesco Sforza Benvenuti, da monsignor Zavaglio a Francesco Piantelli, fino a Tino Moruzzi e Fabio Conti.
Durante la conferenza è stato inoltre ricordato che nel 2020, in occasione del 1450° anniversario della tradizionale fondazione della città, era stata realizzata una medaglia commemorativa in 50 esemplari numerati.
L’incontro si è concluso con un auspicio: recuperare tempo e attenzione per celebrare ogni anno la fondazione di Crema, trasformando la ricorrenza in un appuntamento capace di valorizzare la storia e l’identità della città, senza dimenticare il confine tra ciò che appartiene alla documentazione storica e ciò che, invece, è stato tramandato dalla tradizione e dalla leggenda.