Romanengo, minacce alla moglie davanti ai figli: divieto di avvicinamento per un 49enne
Un uomo minaccia di morte la moglie in presenza dei figli. Intervento dei Carabinieri e denuncia immediata per proteggere la donna e i bambini
Rapido intervento dei Carabinieri a tutela di una donna a Romanengo, dopo un episodio di violenza domestica che avrebbe coinvolto una coppia e i loro tre figli minori.
La vicenda risale alla tarda serata del 12 agosto, quando al Numero Unico per le Emergenze 112 è arrivata la segnalazione di una violenta lite in famiglia. Sul posto sono intervenuti i Carabinieri della Stazione di Montodine, che, una volta raggiunta l’abitazione, hanno accertato che, al culmine della discussione, un uomo di 49 anni avrebbe minacciato di morte la moglie. Le minacce, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, sarebbero state pronunciate anche alla presenza dei tre figli minori della coppia.
La mattina successiva, al termine dei primi accertamenti, l’uomo, un operaio con precedenti di polizia, era stato denunciato in stato di libertà. La moglie, supportata dai militari, ha quindi deciso di formalizzare una querela nei confronti del marito. La donna ha inoltre lasciato immediatamente l’abitazione familiare insieme ai tre figli, trasferendosi presso un’altra abitazione, pur avendo rifiutato il collocamento in una struttura protetta.
Le risultanze investigative raccolte dai Carabinieri hanno quindi consentito alla Procura della Repubblica di Cremona di richiedere un provvedimento cautelare nei confronti del 49enne. Il GIP del Tribunale di Cremona ha accolto la richiesta, disponendo il divieto di avvicinamento alla persona offesa, con l’obbligo per l’uomo di mantenere una distanza minima di 500 metri, oltre all’applicazione del braccialetto elettronico.
La misura è stata eseguita nella serata di mercoledì 19 agosto dai Carabinieri della Stazione di Romanengo. L’uomo è indagato per minaccia aggravata. La misura cautelare è stata adottata nell’ambito delle indagini preliminari e, pertanto, l’indagato deve essere considerato innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.