Cronaca

Oasi felina al limite: la consigliera Ilaria Chiodo chiede interventi urgenti

la struttura può accogliere fino a 120 gatti ma oggi ne ospita circa 160, complice l’aumento di abbandoni, rinunce di proprietà e casi di randagismo registrati durante l’estate

L'oasi felina di Crema
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L’oasi felina di Crema, gestita dall’associazione Arischiogatti ODV in via De Chirico, è ormai al limite: la struttura può accogliere fino a 120 gatti ma oggi ne ospita circa 160, complice l’aumento di abbandoni, rinunce di proprietà e casi di randagismo registrati durante l’estate.
Una situazione denunciata dalla consigliera di minoranza Ilaria Chiodo (Lista Borghetti Sindaco) a presentare una mozione da discutere in consiglio comunale. Al centro, la richiesta di interventi urgenti per contrastare il fenomeno.

Come sottolineato dalla consigliera, molti degli animali arrivati nelle ultime settimane sono anziani o con patologie complesse, che richiedono cure veterinarie continuative e costi più elevati. L’oasi, sostenuta quasi interamente da donazioni e lavoro volontario, è così in forte sofferenza e non può più accogliere nuovi gatti.
Nell’interrogazione, Chiodo richiama alcuni punti chiave: il microchip, obbligatorio per i gatti nati o acquisiti dopo il 1° gennaio 2020, è essenziale per ritrovare rapidamente i proprietari in caso di smarrimento e per evitare che animali domestici vengano inseriti impropriamente nelle colonie feline, riducendo le possibilità di ricongiungimento.

Le colonie feline, tutelate dalla legge 281/1991, rientrano nelle competenze comunali e necessitano di sostegni economici e materiali per garantire benessere e monitoraggio sanitario. Centrale anche il tema della sterilizzazione, indispensabile per prevenire cucciolate non controllate, ridurre gli abbandoni e proteggere la salute degli animali, spesso esposti a rischi quando si allontanano da casa durante il periodo del calore.

Chiodo sottolinea inoltre la necessità di campagne di sensibilizzazione nelle aree periferiche della città, dove le criticità legate al randagismo sono più evidenti, e dove è necessario promuovere maggiore responsabilità verso gli animali domestici.

Si segnala poi la necessità di nuovi volontari e di materiali di prima necessità: cibo, coperte, farmaci, lettiere e prodotti per la cura quotidiana.

Nella sua interrogazione, la consigliera chiede quindi al sindaco e alla giunta di avviare campagne di sensibilizzazione su sterilizzazione, microchip e adozioni responsabili; attivare iniziative informative nelle periferie, dove si registrano più abbandoni; favorire le adozioni dei gatti dell’oasi per alleggerire la struttura; valutare contributi e forniture per colonie e oasi felina; sostenere la raccolta di volontari e donazioni di beni utili alla gestione; istituire un tavolo permanente con Arischiogatti, ATS Valpadana, associazioni e servizi veterinari per monitorare il fenomeno e coordinare gli interventi.

L’obiettivo, conclude Chiodo, è rafforzare la tutela degli animali d’affezione, prevenire il randagismo e garantire un sistema stabile di collaborazione tra istituzioni, volontari e cittadini.

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